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Quando si cerca la stazione ferroviaria più alta d’Italia, il pensiero raggiunge inevitabilmente il catalogo alpino: Brennero, valichi, abeti, dogane. Eppure la geografia, con un perfetto colpo di scena, manda il primato in Calabria. A San Nicola-Silvana Mansio, nel cuore della Sila Grande, i binari raggiungono circa 1406 metri sul livello del mare. Il Brennero, primo fra gli scali della rete a scartamento ordinario, si ferma a 1371. Appena 35 metri, quindi, che però bastano a consegnare il tetto ferroviario nazionale a questa piccola stazione affacciata sui boschi calabresi, decretando il mediterraneo vincitore sull’aria nordica.
La linea che si arrampica sulla Sila
La stazione appartiene alla ferrovia silana Cosenza-San Giovanni in Fiore, linea a scartamento ridotto di 950 millimetri progettata all’inizio del Novecento e completata nel 1956. Da Cosenza, a 232 metri di quota, il tracciato sale per oltre 1000 metri, piega, aggira, supera viadotti e si arrampica sull’altopiano. San Nicola-Silvana Mansio rappresentava il punto culminante: una volta raggiunta, la linea riprendeva a scendere verso San Giovanni in Fiore.
Il treno storico raggiunge il tetto d’Italia
Dopo la sospensione del servizio ordinario, una parte della linea è stata recuperata per il Treno della Sila, esperienza turistica che ha rimesso sui binari la locomotiva Borsig 353 del 1926 e carrozze in legno del primo Novecento. Il viaggio da Camigliatello Silano attraversa allora boschi, radure, laghi e viadotti, poi affronta l’ultima rampa fino alla stazione chiamata, con giusta enfasi, tetto ferroviario d’Italia.
