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La Francia rivendica la sovranità

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Chirac a Bush: non siamo vostri servi ! Un linguaggio da noi oramai sconosciuto.
Fermo no francese all’europeizzazione della Turchia pretesa da Bush che, da buon americano, poco conosce la storia e la geografia.

«Vi ringrazio per la possibilità che offrirete ai cittadini dell’Afghanistan di votare liberamente, senza timori e costrizioni. Vi ringrazio per le truppe che invierete in Afghanistan, ma fatelo oggi, non domani». E’ stato accorato l’appello rivolto ieri ai leader dei 26 Paesi della Nato dal presidente Hamid Karzai. Ma anche chiaro nella sua drammaticità: buona parte del territorio afgano è ancora fuori dal pieno controllo delle forze alleate (Usa e Nato) e, a maggior ragione, del debole governo di Kabul.
Le elezioni dunque saranno un banco di prova oltre che per Karzai (il quale, tra l’altro, ha assicurato che il presunto colpevole della morte di quattro giornalisti avvenuta nel 2001, fra cui Maria Grazia Cutuli del Corriere della Sera, e arrestato pochi giorni fa, sarà processato tra breve in Afghanistan) anche per l’impegno americano di garantire un processo democratico nell’area mediorientale e asiatica, tema ripreso con forza ieri dal presidente Bush. Su questa posizione si era pronunciato anche il vertice della Nato lunedì, decidendo all’unanimità di allargare la missione dell’Isaf a 5 nuove regioni dell’Afghanistan mediante l’invio di altri 3500 soldati.
Ieri anche il ministro degli Esteri Frattini ha messo sul piatto la disponibilità del governo a rinforzare il contingente italiano inviando «forze aggiuntive» una volta che «saranno state finalizzate le consultazioni Nato». Consultazioni che, dietro l’accordo di facciata, si preannunciano non facili, perché anche sulla questione afgana, come in quella irachena, Francia, Germania e Spagna non sono disposte ad allinearsi sulle posizioni anglo-americane. Il cancelliere Schroeder ha ribadito ieri che la Germania non invierà truppe né in Iraq, né in Afghanistan e che Bonn rispetterà gli accordi firmati lunedì contribuendo alla formazione di polizia ed esercito afgano solo in territorio tedesco.
E’ una posizione che ricalca quella presa da Chirac e ribadita anche ieri. «La Francia ha affermato il presidente francese si è opposta all’invio in Afghanistan della Forza di pronto intervento della Nato, la quale verrà messa in allerta ma fuori dell’Afghanistan». Francia e Stati Uniti sono alleati, ha detto, «con Bush vi è un dialogo cordiale, ma noi siamo amici, non servi degli Stati Uniti».
Il vertice della Nato dunque si è concluso ieri certo con un passo avanti rispetto alla crisi aperta verificatasi l’anno scorso per causa della guerra in Iraq. Ma restano sul piatto le «divergenze tra alleati» che riguardano anche la Turchia – ieri Bush ha ribadito che «l’America ritiene che la Turchia abbia il suo posto nell’Ue» e Chirac che sostanzialmente gli ha ripetuto che la questione compete ai Paesi dell’Unione.
Il presidente americano tira però dritto per la sua strada. Ieri in una dichiarazione simbolicamente pronunciata con alle spalle i ponti del Bosforo che uniscono Europa e Asia ha affermato che l’Iraq deve essere un esempio per il resto del Medio oriente. Con il passaggio di sovranità «l’Iraq si avvia diventare una nuova democrazia, e questa situazione deve essere estesa e replicata» nell’area mediorientale, ha affermato il leader americano con implicito riferimento a Siria e Iran. Bush ha portato ad esempio la Turchia, il Qatar, la Giordania e il Marocco come Paesi islamici che hanno scelto la democrazia.
La Turchia ringrazia e si rallegra sia per la liberazione dei tre ostaggi annunciata ieri mattina, sia per aver dato buona prova di sé organizzando «un buon vertice». Le paure di attentati – ieri un’esplosione su un aereo delle turco a Istanbul ha causato tre feriti leggeri nel personale di pulizia del jet – e le manifestazioni anti-Nato avvenute anche ieri mattina, per il premier turco Erdogan sono ormai fatti superati.

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