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L’altra polveriera

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Hanno ucciso Chavez e, come immaginavano, Maduro sta facendo il resto

C’è anche una fotoreporter italiana tra i 41 fermati nelle nuove proteste a Caracas contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro, nell’ambito di una contestazione che in tre settimane ha fatto 18 morti. Francesca Commissari, che stava seguendo le proteste per il quotidiano venezuelano ‘El Nacional’.
Commissari è stata fermata nella zona di Plaza Altamira, nel benestante quartiere Chacao della capitale. L’Unità di Crisi della Farnesina e l’ambasciata d’Italia a Caracas hanno fornito assistenza alla reporter che sta bene ed è costantemente affiancata da funzionari italiani.
Agenti della Guardia Nazionale hanno caricato il corteo guidato da studenti, mentre sfilava nel quartiere di Chacao. Le forze di sicurezza hanno utilizzato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni e i manifestanti hanno risposto con bombe molotov. Tra i fermati, oltre alla Commissari, ci sono altri sette stranieri tra cui un americano già rilasciato che ha denunciato di esser stato picchiato con colpi in faccia e all’addome.
«Francesca Commissari sta bene, non è in una cella ma in una stanza», ha reso noto l’avvocato Alfredo Romero, dell’ong Foro Penal Venezolano, che ha parlato con la fotografa italiana fermata la notte scorsa a Caracas durante una manifestazione. «I nostri legali, ha riferito Romero all’Ansa, sono in attesa della prima udienza sui casi relativi alla Commissari, a un cittadino portoghese e alle altre persone», fermate. Il gruppo si trova nella base militare di Fuerte Tiuna.
Sulle rivolte in Venezuela è intervenuto anche il Segretario di Stato americano, John Kerry, che ha chiesto di aprire un dialogo con i dimostranti e ha condannato «gli arresti e le violenze nelle strade». Ma Maduro, fin dall’inizio delle manifestazioni, lo scorso 4 febbraio, ha sempre parlato di un tentativo di «golpe» sostenuto da Washington. Il presidente accusa i leader dell’opposizione di sfruttare la protesta degli studenti per la situazione economica del Paese per tentare di rovesciare il governo.

In Venezuela è in corso un tentativo di «golpe soft», ha commentato la presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner. «La mia intenzione non è quella di difendere il governo del Venezuela o il presidente Nicolas Maduro, ma il sistema democratico del paese», ha sottolineato la presidente aprendo i lavori dell’anno legislativo presso il Parlamento a Buenos Aires. 

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