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L’assassinio di Arafat

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E’ passato un mese dalla costituzione della parte civile

La magistratura francese ha aperto un’inchiesta per omicidio in merito alla morte di Yasser Arafat, avvenuta nel 2004 vicino Parigi. L’inchiesta, ha riferito una fonte vicina alle indagini, è stata avviata dopo che la famiglia dell’ex leader dell’Olp aveva sporto denuncia affermando che la causa della morte risiede in un avvelenamento radioattivo da polonio-210 1. 
L’Autorità nazionale palestinese (Anp) aveva già annunciato a luglio che avrebbe autorizzato la riesumazione della salma di Arafat. “Salutiamo con favore la decisione e il presidente Mahmud Abbas ha chiesto ufficialmente al presidente francese François Hollande di aiutarci a indagare sulle circostanze del martirio del nostro ex presidente”, ha detto oggi il funzionario palestinese Saeb Erakat dopo aver appreso la notizia dell’apertura dell’inchiesta da parte della procura di Nanterre.
A costituirsi parte civile – il 31 luglio – è stata Souha Arafat, la vedova del leader dell’autorità palestinese, morto l’11 novembre 2004 presso il reparto di ematologia dell’Hôpital d’instruction des armées Percy (HIA Percy) alla periferia di Parigi.
Alla base della denuncia per omicidio c’è la nuova la scoperta di tracce di polonio – una sostanza radioattiva altamente tossica -, su degli effetti personali di Arafat. E’ stata questa la base che ha rilanciato la tesi dell’avvelenamento. Uno o più giudici istruttori saranno nominati a breve per condurre l’inchiesta di Nanterre, la procura competente per i fatti avvenuti a Clamart, località dove si trova l’ospedale militare in cui fu ricoverato prima di morire il leader palestinese.
Yasser Arafat, premio Nobel per la Pace e presidente dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, morì l’11 novembre del 2004 a Parigi, a 75 anni e dopo qualche giorno di coma. Le cause della sua morte sono sconosciute. Arafat, la cui salute era da anni piuttosto fragile, cominciò a star male il 25 ottobre del 2004, quando vomitò durante una riunione. Nei giorni seguenti le sue condizioni peggiorarono e fu visitato da medici tunisini, giordani ed egiziani, finché si decise di portarlo in Francia, nell’ospedale militare di Percy, su un jet governativo fornito dall’allora presidente Chirac. Non furono trovate cure efficaci. Arafat entrò in coma il 3 novembre e morì una settimana dopo. Il comunicato ufficiale dei medici non forniva nessuna causa e parlava di un “misterioso problema al sangue”. La moglie di Arafat, Souha, non acconsentì a che venisse fatta un’autopsia.
La notizia delle tracce di polonio-210 trovate sugli effetti personali di Yasser Arafat, era stata data il 4 luglio dal portavoce dell’Istituto svizzero di Radiofisica di Losanna 2 che ha esaminato i vestiti, lo spazzolino e la kefiah dell’ex leader. Questa rivelazione, subito ripresa da Al Jazeera in un documentario, aveva riaperto il giallo sulla morte improvvisa del leader palestinese. “Per confermare i risultati e arrivare a ricostruire le cause della morte, è necessario riesumare il corpo e testarlo per il polonio-210”, aveva detto François Bochud, direttore del centro di Losanna, “ma dobbiamo farlo abbastanza velocemente perché il polonio è in decomposizione, quindi se aspettiamo troppo a lungo, di sicuro, qualsiasi prova possibile sparirà”.
 

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