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Leghisti transalpini

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Quei populisti francesi in fuga dal Mito del XX secolo che hanno acquisito notorietà presidiando la frontiera con noi

Identitaires Mentounasc, gli “Identitari di Mentone”. Questo è il nome del gruppuscolo di tredici neofascisti francesi che è stato segnalato sul territorio italiano per un blitz contro le famiglie di sudanesi bloccate alla frontiera di Ventimiglia, identificato dal giornale online Riviera24 come collaterale al movimento di estrema destra Génération Identitaire, sezione giovanile del movimento fascio-regionalista Bloc Identitaire. Il gruppo xenofobo, piazzato nei pressi della scogliera dov’erano stanziati un centinaio di migranti, quindi in territorio italiano, con uno striscione di protesta razzista gridando slogan anti-migranti, è stato allontanato dai carabinieri e infine identificato dalla gendarmerie d’Oltralpe.

La loro presenza sul territorio della frontiera italo-francese è teoricamente inedita. Le uniche notizie che si hanno risalgono a un volantinaggio di solidarietà in favore della giunta di Kiev, governo che presenta nella sua compagine diversi movimenti ultranazionalisti di estrema destra, come i neonazisti di Pravy Sektor, che recentemente hanno fatto irruzione in un corteo del Gay Pride nella capitale ucraina provocando feriti e l’arresto di alcuni attivisti. Realtà inquietante, quella dell’estrema destra neonazista ucraina, vista la presenza di gruppi militari composti esclusivamente da mercenari neri, diversi dei quali provenienti dall’Italia, inquadrati ad esempio nel battaglione Azov. 

Per classificare un fenomeno in crescita ma per sua natura mimetico e sfuggente, qualcuno ha coniato un termine: nipster, nazi-hipster

 

Génération Identitaire è un movimento che si posiziona molto più a destra del partito che oggi sta facendo tremare l’Eliseo e i vertici della trojka europea. Il Front national di Marine Le Pen, infatti, nasce in seno al Bloc Identitaire, e si caratterizza per una feroce islamofobia e per il profondo interesse per il regionalismo etnico. Il Bloc Identitaire, diretto dal 2003 da Fabrice Robert, ex bassista del gruppo rock Fraction Hexagone (branca völkisch del Rac, il Rock agains communism, o più volgarmente nazirock), ex consigliere comunale del Front national nel comune La Courneuve ed ex dirigente di una serie di movimenti nazional-rivoluzionari come Troisiéme Voie e Unité Radicale, quest’ultimo candidato come indipendente nel Mouvement nationaliste républicaine, scissione del 1998 del Front national diretta da Bruno Mégret.

Génération Identitaire è un movimento che si situa molto più a destra del partito che oggi sta facendo letteralmente tremare l’Eliseo e i vertici della trojka europea. Il Front national di Marine Le Pen, infatti, nasce in seno al Bloc Identitaire, e si caratterizza per una feroce islamofobia e per il profondo interesse per il regionalismo etnico

Quel che è certo è che Génération Identitaire – compresa la sezione degli Identitaires Mentounasc – ha rapporti più che cordiali con CasaPound, un movimento che con lo scoppio dell’Euromaidan ha supportato i nazionalisti ucraini di estrema destra di Pravy Sektor. Anzi, la creatura di Iannone e Di Stefano, che dalle elezioni europee del maggio 2014 ha deciso di appoggiare la Lega Nord di Matteo Salvini è un modello per gli identitari: la musica degli ZetaZeroAlfa di Iannone è diffusa in Francia dall’etichetta ‘identitaire’ Alternative-S, i blog come Zentropa spargono notizie in tutta Europa sul gruppo romano. L’agenzia d’informazione militante Novopress.info è ispirata a Noreporter, quella diretta dal fascista Gabriele Adinolfi, guru e mentore di CasaPound Italia ed ex di Terza Posizione (che ispirerà pure il movimento Troisiéme Voie, a cui era legato il giovane Fabrice Robert). Da CasaPound hanno ripreso quello che è stato definito “neosquadrismo mediatico”, fatto di occupazioni di case non abitate – proprio come a Roma –, volantinaggi davanti alle scuole e azioni dimostrative eclatanti che garantiscono spazi sui mass media. Si veda quanto avvenuto il 20 ottobre 2013 quando un gruppo militante di Génération Identitaire ha strappato le prime pagine dei giornali francesi occupando per breve tempo il cantiere per la costruzione di una moschea a Poitiers – lì dove Carlo Magno avrebbe sconfitto i musulmani –, esponendo striscioni contro gli immigrati. 

 

Il gruppo, che si definisce allo stesso tempo ecologista, regionalista e anticapitalista, si batte «per non diventare un homo oeconomicus». Tuttavia, di fronte al «pericolo dell’uniformizzazione» – posizione simile a quella della sinistra noglobal – non attua un’autentica lotta rivoluzionaria e anticapitalista contro i giganti dell’industria agroalimentare. Al contrario viene difesa, se è “locale”. Infatti, quando l’8 marzo 2009 i giovani militanti identitari si sono ritrovati al ristorante Quick di Villeurbanne, nella regione Rhône-Alpes, è stato innanzitutto per esprimere la loro rabbia contro il servizio dei menù halal e puntare sullo spirito anti-musulmano, non per contestare gli squilibri del sistema.

Altri episodi xenofobi sono relativi alla distribuzione di “minestre identitarie” a base di maiale ai poveri in alcune città, poi vietate dai prefetti perché l’iniziativa era discriminatoria e tesa ad alimentare l’odio fra diseredati, sostituita poi dagli “aperitivi vino e salsiccia”, imitati dai colleghi del Front. Il neosquadrismo mediatico passa anche dalle goliardiche interruzioni del consiglio comunale ad Angers, ovviamente impegnato a deliberare sulla costruzione di una moschea, coi giovani identitari bardati con maschere da maiale. 

Altri episodi xenofobi sono relativi alla distribuzione di “minestre identitarie” a base di maiale ai poveri in alcune città, poi vietate dai prefetti perché l’iniziativa era discriminatoria e tesa ad alimentare l’odio fra diseredati, sostituita poi dagli “aperitivi vino e salsiccia”, imitati dai colleghi del Front

«Lo Stato non svolge più il suo ruolo per proteggere i cittadini – condanna Bruno Vendoire, responsabile della comunicazione del BI – a noi non bastano i discorsi, noi passiamo all’azione». Le posizioni antisistemiche, così come quelle ruraliste, anche se sembrano “di sinistra” affondano le loro radici negli scritti di Walther Darré, ministro dell’agricoltura del Terzo Reich e teorico dell’ecologismo völkisch, posizioni recentemente sposate da Forza nuova, che le esplica tramite la Lega della Terra, che propone di dare terra incolta ai giovani disoccupati per superare la crisi economica. Sono antiamericani, condannano l’americanizzazione e l’islamizzazione della cultura francese che cancellano le identità nazionali e locali. Supportano «i nostri fratelli serbi contro gli albanesi musulmani in Kosovo». 

Il movimento, che ufficialmente non manifesta alcuna nostalgia verso i totalitarismi del ‘900 – a differenza di CasaPound – rifiuta l’antisemitismo e l’anti-sionismo come parte della sua politica di «conquista della rispettabilità», si pone come obiettivo la creazione di una grande Europa dei popoli, visto che, spiega Robert, «siamo prima di tutto un popolo europeo di razza bianca, di cultura greca e latina e di religione cristiana». Le sue radici, però, stanno a destra, molto a destra. Non solo il movimento affonda le sue radici in Unité Radicale, partito nazional-rivoluzionario sciolto dall’ex ministro dell’Interno Sarkozy dopo che uno dei suoi esponenti, il venticinquenne Maxime Brunerie, aveva tentato di uccidere con un fucile di precisione il presidente Chirac il 14 luglio 2002. Ma i suoi leader e fondatori, da Fabrice Robert e Guillaume Luyt, erano dirigenti di primo piano di UR. L’operazione di restyling, quindi nasce dal tentativo gattopardesco di aggirare il decreto di scioglimento imposto dalle autorità d’Oltralpe.  

Bloc Identitaire si pone come obiettivo la creazione di una grande Europa dei popoli, visto che, spiega Robert, «siamo prima di tutto un popolo europeo di razza bianca, di cultura greca e latina e di religione cristiana»

Il modello ideologico di questa interessante formazione xenofoba – con l’aggiunta dell’odio per l’Islam – è la Nouvelle droite (Nuova destra) di Alain de Benoist, corrente culturale sviluppatasi alla fine degli anni ’60, che esaltando il regionalismo e il federalismo europeo come mezzo per preservare le culture identitarie locali, ha riscoperto l’ecologismo radicale e la decrescita (agricoltura a Km 0), fornendo non pochi spunti alle destre populiste europee, facendole archiviare l’impresentabile «razzismo biologico» e, partendo dal presupposto dall’idea che la cultura costituisca una seconda natura, come spiega lo studioso Pierre-André Taguieff, animando un «nuovo razzismo dottrinale [che] si fonda sul principio dell’incommensurabilità radicale delle forme culturali differenti», dove le «culture» ricoprono il ruolo giocato un tempo dalle «razze». 

Se queste sono le radici, il modello politico però, più che i camerati di CasaPound sono i populisti di governo della Lega Nord. Infatti attorno al movimento vi è la Convention identitaire, ritrovo annuale degli identitari europei ai quali partecipa volentieri Mario Borghezio in rappresentanza della Lega Nord. Sul sito ufficiale del gruppo verrà infatti postato il 26 novembre 2012 che Génération Identitaire è europea: «La Convention identitaire ci ha permesso, da un lato di ritrovare movimenti con i quali avevamo relazioni più vecchie come i Joventuts Identitaires per Catalunya, il Movimento Giovani Padani della Lega Nord , o ancora il sindacato degli studenti fiamminghi del KVHV, e dall’altro di incontrare i militanti del W.I.R.-Wiens Identiäre Richtung, gli identitari di Vienna, e di rinforzare i nostri legami».

I movimenti citati, sono realtà legate all’ultradestra populista ed islamofoba europea, contigui ai secessionisti xenofobi del Vlaams Belang delle Fiandre o vicini alla destra haideriana in Austria e Carinzia. Ergo, non movimenti underground, ma formazioni vicinissime alla Lega Nord sin dai tempi di Umberto Bossi, e che a lei si ispirano, come palesato nel sito del Bloc alla voce Les Identitaires en Europe, situandola più vicino alla Lega Nord che a movimenti come Alba dorata o Jobbik, anche se a differenza del Carroccio il Bloc ha evidenti radici neofasciste e il suo federalismo paneuropeo ha un evidente retrogusto nazista. Il Bloc cerca quindi di attrarre giovani puntando sulla crisi identitaria della sinistra, avvantaggiandosi di un vuoto politico e cavalcando le disfunzioni del sistema, usando a logica del capro espiatorio come mezzo per addossare la colpa non a chi la crisi l’ha generata, ma chi è a sua volta vittima di una crisi di sistema e fugge dalla miseria. 

Il modello identitarista sta prendendo piede anche da noi, e non solo all’interno della Lega Nord. Da circa un anno infatti è nata una sezione ‘identitarista’ italiana: Generazione Identitaria, piccola realtà politica di estrema destra che ha sezioni in tutte le regioni d’Italia che, nonostante nel suo sito web non presenti simboli nostalgici, è legata ad altre realtà neofasciste, aderendo al “Comitato 9 dicembre”, promotore del cosiddetto “Movimento dei forconi”, ufficialmente apartitico, ma che in nome di slogan come “Sovranità nazionale” e  “unità di tutto il popolo”, ha fra i suoi animatori la citata Lega della Terra (collaterale a Forza nuova, il cui presidente è Daniele Spairani, l’ex coordinatore del partitino di Roberto Fiore a Pavia) e movimenti come Christus Rex, l’Associazione Evita Peron, Destra Futuro, e, per l’appunto, Generazione Identitaria.

Una delegazione di Generazione Identitaria ha partecipato al congresso fondativo della Lega Nazionale, piccola realtà animata da Ugo Gaudenzi – ex leader del movimento ‘nazimaoista’ Lotta di Popolo e oggi direttore del quotidiano Rinascita – il 21 aprile 2015 (data clou per la destra, dato che si festeggia il MMDCCLXVIII Natale di Roma) al Salone Margherita di Roma in Via dei due Macelli, 75, alla presenza di esponenti come Mario Borghezio (Lega Nord), Vittorio Feltri (de Il Giornale), Giuseppe Valditara (giurista) e Mario Consoli (direttore della rivista neonazista L’Uomo libero), con la conclusione del segretario leghista Matteo Salvini e la partecipazione straordinaria di Aymeric Chauprade, europarlamentare Front national e plenipotenziario col Cremlino, e il giornalista Giulietto Chiesa. Un movimento – la Lega Nazionale – nato con l’intento di sostenere Matteo Salvini e lanciare la sua leadership in tutta Italia. 

Il punto su cui bisogna soffermarsi, però, è un altro: come ha fatto un gruppo di ultrà neofascisti francesi ad entrare in Italia come se niente fosse, senza che nessuno gli abbia neppure chiesto i documenti, con la frontiera con la Francia è presidiata notte e giorno da forze dell’ordine che bloccano tutto e tutti? Non dimentichiamo che i fatti di Ventimiglia hanno generato non poche tensione fra Italia e Francia, col il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve che ha dichiarato che i migranti «non hanno il diritto di passare, se ne deve fare carico l’Italia». I fatti di Ventimiglia e la presenza del gruppo neofascista conferma che siamo davanti ad un bivio, e che tali gruppi – da quelli piccoli ai soggetti come la Lega Nord, il Front national, ecc. – non hanno alcuna intenzione di cambiare le cose in meglio, ma solo di cavalcare le tensioni e generare ulteriori problemi tra i due Stati (o più in generale all’interno dell’Unione europea), magari facendo leva sul malcontento della popolazione locale – chi si scorda i pellegrinaggi di Marine Le Pen o di Borghezio a Lampedusa? – evento che potrebbe avere come risultato quello di irrigidire ulteriormente il blocco delle frontiere italo-francesi per motivi di ordine pubblico.  

 

 

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