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L’insolenza delle ranocchie

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O delle caricature dei guardiani della torah

L’altro giorno mettevo in evidenza l’assenza di analisi rivoluzionaria della cosiddetta area.
La critica era rivolta alla quasi totalità dei soggetti, qualunque scelta di campo abbiano compiuto. Non si riferiva esclusivamente a quelli che sputano veleno sui camerati ucraìni.
Per fortuna in Italia, dove non esistono ragioni materiali che condizionano le scelte (l’influenza della chiesa ortodossa come in Grecia, i contenziosi in ottica micronazionale come in Ungheria, i fondi percepiti da Mosca come in Francia), c’è stata libertà di seguire l’istinto e questo si è dimostrato corretto in tutte le principali componenti politiche.
La posizione aperta verso Pravy Sektor è maggioritaria; non solo perché lo è appunto nelle formazioni militanti (Casa Pound come Forza Nuova) ma perché  ne ho quotidiana verifica nei miei riscontri.
Almeno questa è una fortuna, anche se il mio invito all’acquisizione di una mentalità rivoluzionaria si rivolge soprattutto a quelli che non sono stati traditi dall’istinto e dall’educazione che, nello specifico, compongono la maggioranza. Per gli altri è perfino inutile.

L’ortodossia in vestaglia
Lo sdegno di questi ultimi cresce giorno dopo giorno proprio di fronte agli apprezzamenti rivolti a Pravy Sektor e ai sentimenti diffusi che vanno contro la certezza del loro dogma.
Furiosi, spesso isterici, fanno chiasso, strillano, urlano, insultano, s’indignano e si controindignano, spammano e così danno (e si danno) l’impressione di un’egemonia che non hanno, come in passato quando i compagni urlavano, strillavano, facevano ammuina, sembrava che rappresentassero la maggioranza ma ad  ogni verifica si scopriva che la gente era di tutt’altro avviso.
Con una differenza:  i compagni facevano effettivamente politica e gettavano sabbia negli occhi utilizzando le tecniche da agit-prop di Lenin. Le nostre vestali in vestaglia animano sì e no dei circoletti d’area o dei movimenti virtuali, che nascono e muoiono su internet, o più spesso non rappresentano che loro stessi e il loro computer. Politica non ne fanno, montano però la guardia all’ortodossia. Quale? Quella che si sono inventati da soli. 
Come hanno fatto? Semplice e naturale; quando l’acqua tende a ristagnare in una pozza, in superficie si accumulano e si accorpano detriti, erbacce e ranocchie che dello stagno si credon le padrone.

Guardiani del ristagno
“Il fascismo è la chiesa di tutte le eresie” (Benito Mussolini). 
Frase da mettere al bando, anzi al rogo, perché l’ortodossia delle ranocchie gracchianti in superficie non la può concepire.
La loro stessa presenza è la comprova di una scarsa vitalità dello stagno, perché se questo riprendesse trasparenza e vita esse non potrebbero più rappresentarlo abusivamente e parassitariamente. Così le ranocchie-guardiane entrano in una spirale psicotica assai particolare: odiano lo stagno che permette loro di assumere un ruolo ed esercitano il proprio ruolo odiando lo stagno e inducendolo a ristagnare, altrimenti non vivrebbero più.
In altre parole esse formano uno strato superficiale e galleggiante di guardiani del ristagno; di questo e per questo vivono, pur se investendosi di un destino che non avranno mai.
E da guardiani del ristagno devono inventarsi un’ortodossia.
Che non è soltanto quanto di più contrario ed opposto ci sia nei riguardi dello spirito fascista ma è la composizione sbalorditiva di due psicopatie distinte perfettamente saldate tra loro.

Psichiatria necesse
Immaginate.
Un movimento anti-imperialista di sinistra eretica ha preso il sopravvento nella rivolta ucraìna; ha raccolto la capitolazione di Yanukovitch; si è rifiutato di abbandonare le armi perché vuol vigilare sull’indipendenza dalla patria sia a est che a ovest; pretende addirittura la conservazione dell’arsenale atomico per trattare con l’est e con l’ovest. Risponde al rabbino tranquillizzandolo perché non ha in mente un pogrom. A chi chiede cosa ne pensi dell’adesione alla UE risponde che sarà possibile solo se l’Ucraìna resterà un soggetto indipendente ma che se dev’essere oggetto di una politica estera decisa a Bruxelles, allora non se ne parla nemmeno.
Ebbene: in onore ad un movimento anti-imperialista di sinistra eretica che avesse fatto tutto questo, le ranocchie canterebbero peana e il suo capo sarebbe per esse il nuovo Chavez che, notoriamente, per esse è più importante di Mussolini.
Tutto questo è effettivamente accaduto, però non si è trattato di un movimento di sinistra ma di camerati. E allora aaarggg! Essi sono sicuramente falsi, infami, venduti e hanno osato incontrare il rabbino e porre condizioni per l’entrata nella UE , il che significa che sono sionisti e che si stanno accomodando ai voleri dell’ovest.
Lo chiamate voi lo psichiatra o lo chiamo io?

Amare soltanto l’altro
Uno psichiatra? Sì, quello è necessario. Perché l’ortodossia delle ranocchie si fonda su due psicopatie precise.
La prima è l’esotismo, la xenofilia, il complesso d’inferiorità. Tutto va bene se vien da sinistra e se avvicina a sinistra, se è esotico e non occidentale.
Parliamo della stessa gente che continua negli anni a volere (e sottolineo voler) credere alla propaganda dei veri stragisti e condivide i teoremi infamanti sui nostri combattenti, anche a ritroso, anche fino agli anni venti, ma tanto è rispettosa e ammirativa nei confronti di tutte le formazioni di sinistra e, peggio, di tutte le espressioni intellettuali e culturali della sinistra.
Gente che la trasversalità la intende solo a sinistra e verso sinistra, che non è antifascista solo perché è ranocchia in uno stagno fascista e non può vederselo prosciugare. Ma che diventasse antifascista tutto lo stagno lasciandola a galla comunque, ne sarebbe sollevata e contenta nel profondo.

Fermare il cervello
Questa psicopatia si nutre della soggezione nei confronti degli altri, la seconda invece risiede nel paradigma interpretativo del reale, che è falso, ristagnate e cristallizzato.
Questa tara non viene da sinistra ma da destra, è  fondamentalista.
La medesima che indusse i reazionari cattolici a ridurre tutta la rivoluzione illuminista e giacobina a un complotto diabolico. Da cui si è proseguito con lo schema riduttivo del Risorgimento come fenomeno massonico e inglese.
Se si assume questo schema si devono però prendere obbligatoriamente le distanze dal fascismo, poiché però non conviene farlo, allora si prova a nascondere la continuità emotiva, simbolica, storica,  ripetuta tanto nei riferimenti quanto nelle celebrazioni che il fascismo dal 1919 al 1945 ha affermato nei riguardi del Risorgimento. 
Questa psicopatia cristallizzata, così come lo ha fatto a proposito del fascismo rispetto alle camicie rosse, induce a travisare il reale sempre, accentuando i dati che si vogliono negativi per chi si vuole esorcizzare (Pravy Sektor ha visto il rabbino!) e oscurando quelli in controtedenza (Putin ha definito Pravy Sektor un’orgia di antisemitismo). 

 

Avete detto antisemitismo?
Cosa unisce e salda tra loro le due psicopatie fuorvianti di cui gracchiano le ranocchie?
Un’interpretazione assai particolare e disturbata proprio dell’antisemitismo. Il quale poco o nulla ha a che fare con quello che viene comunemente inteso, in quanto storicamente è un pensiero articolato e vasto che spazia dal rifiuto del monoteismo, dell’idea di un popolo eletto, e del tempo lineare alla denuncia sociale delle oligarchie cosmopolite e, passando per la critica radicale alla finanza e al capitalismo, abbraccia anche interpretazioni religiose.
Ma l’interpretazione delle ranocchie è semplicemente fobica.
L’ebreo diventa l’elemento rassicurante per il ristagno, perché ovunque si guardi o c’è lui o c’è un suo alleato o un alleato di un suo alleato, dunque chiunque si muova ne diventa automaticamente servo per il semplice fatto d’incontrare, fosse anche per scontrarvisi, uno che è in contatto con un suo contatto. Ergo non si può fare assolutamente niente senza essere scomunicati anche solo per un processo alle intenzioni. (Fatta eccezione, ovviamente, della proiezione esotica dei propri desideri, la quale può tutto e  bisogna perdonarla di qualsiasi spregiudicatezza, perché se non si può neppure più vivere per procura, allora…)
Se avessero potuto, se avessero vissuto allora e ci fosse stato a quei tempi spazio per loro, le ranocchie avrebbero scomunicato il fascismo e il nazismo come sionisti e filosemiti. Perché la presenza dell’ebreo, così come lo vedono loro, è indispensabile per mantenere in vita la loro ortodossia psicotica. 
Che si risolve i chen cosa? Nel guatare con animo inquisitorio chiunque osi smuovere lo stagno. Osservano tutto e tutti per stabilire la purezza di fronte alla “legge”, la purezza formale del gesto, della parola, perfino del sesso e presto magari anche della gastronomia.
Perché aaaarg! Pravy Sektor, aaaarg! Quello che sostiene Pravy Sektor aaaarg! Quello che non crede nell’Iran, aaaarg! Quello che crede ancora nell’Europa aaaarg! E ancora aaaarg!
Nel loro antisemitismo deformato non si sono limitati a introdurre una visione della avita che è inconciliabile con quella fascista, ma si sono trasformati senza neanche accorgersene in veri cloni minori e caricaturali dei guardiani della Torah.
Gli dei giustamente se la ridono, loro, ma noi?
Lo chiamate voi lo psichiatra o lo chiamo io?

 

 

 

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