lunedì 13 Aprile 2026

L’Isis fa da sé

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Altrimenti quando la bombardano sbagliano sempre obiettivo

Chissà poi perché, mica vorremo pensar male.

Era uno dei quartieri generali dello Stato Islamico, distrutto da un raid americano in meno di un giorno dopo essere stato individuato grazie a un selfie su Twitter. L’Is colpisce con i social media e con i social media viene colpito.
I servizi di intelligence dell’Us Air Force, basati a Hurlburt Field, in Florida, hanno trovato sul social network lo scatto di alcuni militanti jihadisti all’interno di una base, durante una ricerca di routine sui militanti dell’Is sul web. Poi sono riusciti a identificare altre immagini degli uomini, alcune delle quali fornivano le informazioni necessarie a localizzare con precisione dove si trovassero. In meno di 24 ore tre missili hanno raso al suolo l’edificio.
“Un post su Internet ha portato al bombardamento in meno di 24 ore – ha detto il generale dell’aeronautica Herbert ‘Hawk’ Carlisle, capo del Comando aereo di combattimento (ACC) dell’esercito americano, con base a Langley, in Virginia -, è incredibile se ci pensiamo. I ragazzi del ‘361esimo gruppo Intelligence Sorveglianza e Riconoscimento’ stavano passando al setaccio i social media e hanno trovato la fotografia (un selfie) di questi imbecilli che stavano davanti alla base. Poi, su blog e forum hanno fatto ricerche incrociate sul posto in questione e sulle capacità di controllo dell’Is. E i ragazzi hanno detto ‘Andiamo’. Così, nel giro di 22 ore, tre missili hanno fatto saltare in aria la palazzina dove si trovavano”, ha concluso il generale raccontando i dettagli dell’operazione a Defensetech.

La storia di questo attacco aereo ha aperto uno spiraglio di trasparenza sulle attività dell’intelligence e su come i servizi si stiano organizzando per essere sempre più efficaci a combattere con la stessa arma usata dall’Is per reclutare miliziani e per diffondere i suoi messaggi di morte e distruzione: la rete web. E ha fugato i dubbi di alcuni osservatori che si chiedono come gli Stati Uniti possano individuare con precisione i target sul terreno, in Siria e Iraq, non avendo soldati lì. “Gli specialisti dei servizi di intelligence hanno un ruolo sempre più importante e cruciale nella guerra al terrorismo, al pari degli interventi sul campo”, ha spiegato Carlisle. 

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