Ma i Fratelli sono timidi e gettano acqua sul fuoco
Rossin costretto a dire che il colpo è stato involontario.
Peccato: una grande occasione persa di grande popolarità!
Contestazioni, urla, fischi e, alla fine, si arriva alla mani nell’aula Giulio Cesare: la seduta del consiglio comunale, dove si votavano i lavori della prossima settimana in tema di Bilancio, viene sospesa. Protagonisti della bagarre, iniziale, il consigliere Dario Rossin (Fdi) – che aveva cercato di raggiungere lo scranno del presidente dell’assemblea Mirko Coratti colpendo (pare involontariamente) con il gomito la testa del sindaco Marino – e il consigliere Gianluca Peciola (Sel). Rossin ha infine dato uno schiaffo a Peciola che ha cercato di ricambiare il colpo. Le opposizioni hanno manifestato duramente in aula, coprendo di fischi i membri della maggioranza ma anche l’esponente del movimento 5 Stelle Marcello De Vito. E poi i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l’aula. In aula erano presenti anche alcuni partecipanti al mega concorso pubblico sospeso dal Campidoglio per irregolarità. La seduta del consiglio è poi ripresa dopo più di mezz’ora e l’assessore al Bilancio di Roma Capitale Daniela Morgante ha iniziato ad illustrare la manovra 2013 che dovrà essere approvata entro il 30 novembre.
Sulla volontarietà del colpo che ha raggiunto Marino, proprio il sindaco ha qualche dubbio: «Non è stata involontaria. Mi ha dato una gomitata – ha commentato il primo cittadino – Ho un bernoccolo in testa. Non ho visto chi fosse. Ho visto solo una figura urlante che usava turpiloquio. Non so chi sia e non sono neanche intenzionato a conoscerlo». Il sindaco Marino è stato costretto a lasciare l’aula per mettere del ghiaccio in testa. La tensione è ulteriormente aumentata con i consiglieri Peciola e Rossin che, sui banchi della presidenza, hanno iniziato a minacciarsi, prima di essere separati.
A quanto riferito da alcuni consiglieri, gli animi si sono accesi subito, quando l’assessore capitolino al bilancio, Daniela Morgante, ha tentato di tenere la sua relazione, interrotta da fischi e urla dei consiglieri di opposizione. Alcuni consiglieri si sono avventati sugli scranni della presidenza del consiglio, lamentando irregolarità procedurali sulla convocazione della seduta e sulla possibilità di discutere emendamenti e ordini del giorno (solo la lista Marchini ne ha presentati circa 100 mila). Tra i «contestatori» più attivi Giordano Tredicine (ex Pdl), Alessandro Onorato (Lista Marchini) e Dario Rossin (Fdi). Quest’ultimo si è avvicinato al presidente dell’Assemblea, Mirko Coratti, rimproverandogli animatamente la gestione dell’aula: nella bagarre il consigliere ha colpito il sindaco Marino, il cui scranno si trova immediatamente al di sotto di quello di Coratti.
