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Loro non se ne sentono responsabili

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Strage continua. Negli Anni di Piombo le vittime erano meno frequenti

Si è sparato al petto con un fucile all’interno della sua ditta, Centro di Progettazione Alluminio, a Pietralata. Mario Frasacco, 59 anni, imprenditore romano, è morto così, lasciando un biglietto nel quale ha chiesto scusa per il gesto e ha fatto esplicito riferimento alla situazione economica. La sua azienda era in fallimento e gli operai in cassa integrazione. A trovare il cadavere sarebbe stato il figlio. Sul posto agenti del commissariato Sant’Ippolito e della polizia scientifica. Fracasso lascia tre figli. Ieri, un altro suicidio: si è impiccato un artigiano di centocelle, anche lui con problemi economici.

Un amico dell’imprenditore: Monti lo avrà sulla coscienza. «Non immaginavo che la situazione economica della sua ditta fosse così grave – ha detto un amico d’infanzia dell’imprenditore -. Questa crisi ci sta ammazzando tutti e Monti si porterà i morti sulla coscienza. Il mio amico non ha retto al peso di aver dovuto mettere in cassa integrazione almeno tre dei suoi dipendenti». «Non riesco a crederci. Ci conoscevamo da una vita», dice l’uomo commosso che appena saputa la tragica notizia si è recato nell’azienda dell’amico. Il cancello dell’azienda, che si trova adiacente ad un cantiere in una traversa di via di Pietralata.

Alemanno: il governo dia risposte alla crisi. «La crisi economica sta producendo un massacro tra le piccole e medie imprese italiane – scrive sul suo blog il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – Un massacro che non è solo economico ma che coinvolge anche le persone, lavoratori che perdono l’impiego e imprenditori che vedono crollare la propria azienda – aggiunge Alemanno – Questo è l’effetto di una gravissima mancanza di fiducia e di speranza nel futuro a cui il Governo è chiamato a dare una risposta. I Comuni cercano di fare tutto il possibile ogni giorno, ma senza l’allentamento del Patto di stabilità e la possibilità di erogare pagamenti, si crea un effetto combinato e disposto tra tasse che aumentano e pagamenti che non vengono erogati».

Zingaretti: serve un nuovo modello di sviluppo. «Il suicidio dell’imprenditore è una tragedia drammatica – ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti – L’atto estremo è la punta di un iceberg di una situazione che noi vediamo tutti i giorni nelle strade, nelle persone che chiedono aiuto, nel numero incredibile di aumento di disoccupati e di famiglie che hanno ormai paura del futuro. Un episodio che chiarisce quanto sia urgente pensare, creare, proporre e realizzare un nuovo modello di sviluppo per voltare pagina in questo Paese».

Ciocchetti: misure contro la crisi. «Lo sforzo del Governo, del Parlamento e di tutte le Istituzioni deve farsi ancora più stringente e fattivo perché la crisi sta avvilendo troppe famiglie e imprese» il commento del vicepresidente della Regione Lazio ed esponente Udc, Luciano Ciocchetti.

Montino: no alla mattanza di imprese e posti di lavoro. «Secondo la Cgia di Mestre, nel Lazio, le imprese che hanno chiuso per fallimento nel 2011 sono oltre 1200» ha affermato il capogruppo Pd alla Pisana Esterino Montino che cita il Consiglio straordinario sul tema del 18 aprile e chiede dalla politica «proposte concrete per creare un argine contro la mattanza di imprese e posti lavoro».

L’allarme della Confcommercio Roma. Il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli, invita «le forze economiche del territorio a far sentire sentire tutte insieme la loro voce per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sulla gravità del momento che stanno vivendo».

Il 18 aprile una fiaccolata. Il presidente di Federlazio Maurizio Flammini organizzerà una fiaccolata «per gli imprenditori suicidi» davanti al Pantheon. L’obiettivo è «sensibilizzare su quella che sta diventando una vera e propria tragedia».

Cna di Roma: nopn era un’azienda fallita. Erino Colombi, presidente della Cna di Roma, spiega che l’imprenditore era un loro associato e che la sua azienda non era fallita: «Non era un’azienda fallita, contrariamente a quanto è stato detto in queste ore. Era un’azienda di un imprenditore che stava lottando con tenacia per salvare la sua attività e il lavoro dei suoi dipendenti. Nonostante le difficoltà stava cercando di reagire: a maggio aveva in programma di partire per Dubai per partecipare insieme ad altri imprenditori alla missione organizzata dalla Cna di Roma per l’internazionalizzazione. Nei giorni scorsi aveva però rinunciato, con nostro grande stupore. Oggi purtroppo ne comprendiamo tristemente le probabili ragioni». Il direttore della Cna di Roma Lorenzo Tagliavanti propone di «rafforzare l’unico strumento che facilita l’accesso al credito dei piccoli imprenditori: i consorzi fidi».

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