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L’unico voto che vale

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è quello che non nasce dalla fiction della politica spettacolo

Ecco il messaggio di un combattente Ucraìno nella zona di Donetsk
“Una decina nella Casa accerchiata , un prigioniero torturato a cui hanno tagliato il sole nero che aveva tatuato sul petto incidendo fino agli organi vitali e che poi è stato trascinato da un camion.
50% del battaglione è ferito
Una squadra di soccorso di Pravyi Sektor ha rotto l’accerchiamento e liberato feriti e rimanenti. Siamo tra due fuochi. Non molliamo ”
Questi ragazzi soli contro tutti.
Contro gli oligarchi della nuova Yalta che si accordano gattopardescamente tra loro. Contro le milizie insurrezionali pagate da Mosca e lanciate allo sbaraglio perché non saranno coperte dall’Armata Russa.
Contro gli atlantisti che simulano la guerra aperta contro i russi ma non la fanno e in cambio non esitano a uccidere e arrestare i camerati ucraìni.
Un popolo spartito, diviso, massacrato, inginocchiato, dai complici di Yalta è andato alle urne.
Non ne uscirà nulla di buono. L’unico voto valido era quello per i soli che hanno rotto gli schemi.
E che non danno pace alle notti di chi da noi ha delegato le speranze a falsi teoremi di dualismo internazionale e spera non in una cooperazione tra Europa e Russia ma nella liberazione dall’est affidata ad un campione che non ne ha la minima intenzione oltre a non averne la forza. Così alcuni si accecano e non vogliono vedere – non è che non lo vedano è che non lo vogliono – che Mosca e Washington oggi agiscono insieme; che dall’Ucraìna di Yanukovitch, il socio di Biden che ha impresso il triangolo massonico sulla valuta nazionale, a quella dei nuovi oligarchi non è cambiato nulla, tranne una spartizione territoriale e la cessione del debito da est a ovest.

Alcun vogliono credere – ribadisco vogliono – a uno scontro di civiltà tra buoni e cattivi.
Quello scontro lo identificano con la formuletta magica dell’antisemitismo semplificato. In nome del quale i camerati ucraìni che hanno osato affermare di non avere pogrom in programma diventano servi delle Sinagoghe.
Di quelle stesse Sinagoghe di cui Putin ha minacciato d’inondare l’Ucraìna. Di quelle stesse Sinagoghe dove molti partiti nazionalpopulisti “euroscettici”, tutti schierati contro i camerati di Maidan, sono andati a battere apertamente cassa.
Sicché mentre da una parte si combatte fianco a fianco con i Reduci del Fronte dell’Est e si onorano i Caduti dell’Asse e dall’altra c’è il mito della Guerra Patriottica (ovvero quella degli imperialismi liberalcomunisti contro l’Europa) e vengono varate leggi che prevedono lunghe carcerazioni per chi si rifaccia in qualsiasi modo al fascismo, chi non vede la realtà per il semplice fatto che non può vederla visto che come virtù non ha la fede ma la speranza e deve quindi ingannarsi, ha trovato il modo di ritrovarsi in piena guerra civile insieme agli antifascisti, insieme a quelli che torturano i camerati e che strappano loro il cuore dal petto se hanno tatuati i nostri simboli.
Meraviglie del Grande Fratello. Del resto erano stati chiari: esso è forte delle nostre emozioni e convinzioni, perché tutti coloro che hanno paura di assumere il centro esclusivamente dentro di sé sono obbligati ad amare le sue finzioni, scegliendosi quella che più aggrada al proprio essere consumatore.
E nessuno difenderà le menzogne del Grande Fratello più di coloro che sognano una via d’uscita. Disposti per questo a svendere tutto, anche i padri.
Peccato dunque per coloro che si son perduti nel labirinto, chi ha il filo d’Arianna non corre questo rischio.

In Ucraìna si è votato, è l’unico Paese oltre alla Grecia dove non era una buffonata perché è l’unico Paese oltre alla Grecia dove si combatte e dove in politica si trovano i militanti e non i “politici”:
Non ne uscirà nulla di buono.
I soli che hanno rotto gli schemi e che si mettono in gioco rischiano di morire.
Beati loro. Dalle nostre parti non si rischia neppure di vivere!

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