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Ma che ce frega dello spread?

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E serviva una campagna elettorale per chiederselo?

Eccolo qui il mantra della prossima campagna elettorale del Cavaliere, sulla falsariga di quel “i ristoranti sono pieni” mentre la crisi martellava le fondamenta del Paese. Berlusconi lo illustra in radio con Maurizio Belpietro: “Ma che ci importa dello spread, è un imbroglio”. E, ancora: “L’economia con Monti è solo peggiorata”. Per arrivare a far intravvedere il ritorno del “glorioso simbolo di Forza Italia alle prossime elezioni”. Che, ovviamente, “sono state antricipate solo per colpa delle dimissioni anticipate di Monti”.

Imbroglio spread. “L’anticipo delle elezioni è” un motivo “risibile” che non può comportare la crisi dello spread: “si tratta di poco più di un mese, non c’è una ragione vera”. Berlusconi ritiene che lo spread sia una scusa: “Smettiamola di parlare di questo imbroglio: cosa ci importa degli interessi sui nostri titoli rispetto a quelli sui bund tedeschi?”, ha aggiunto. Quando salì lo spread – ha aggiunto l’ex premier – contribuendo a far cadere il suo esecutivo, berlino aveva “ordinato a tutte le banche di vendere i buoni del Tesoro italiani, con 8-9 miliardi di vendita. Gli altri fondi hanno pensato: ‘se la germania vende, qualcosa ci sarà…’. E hanno ritenuto di chiedere un premio per un rischio teorico, a noi del 6%. La Germania ha approfittato di tutto questo e ha abbassato i tassi all’1%, a noi cosa importa? A noi importa che i nostri tassi sono aumentati del 2%, che in un anno sono 5 miliardi in più. Tutto quello che è stato inventato sullo spread è un imbroglio usato per abbattere un governo e fargli perdere la maggioranza”, ha concluso. Berlusconi: ”Lo spread è un imbroglio” Piazza Affari prova il rimbalzo   Ma non si allontana l’effetto Berlusconi Dall’estero un coro bipartisan “Pessimo, per l’Italia e per la Ue” Giannini: ”L’onesta bugia del Professore” Il volo interrotto di Angelino Alfano Lario-Pascale, la somiglianza delle due donne del Cavaliere Tarquinio (Avvenire): ”Con Berlusconi un passo indietro” Monti si dimette, Berlusconi si ricandida: i media stranieri VIDEO ARTICOLO VIDEO VIDEO ARTICOLO FOTO VIDEO FOTO

 

Con Monti economia peggiorata. “Purtroppo il governo Monti ha portato una situazione di crisi, molto peggiore di quando c’eravamo noi al governo. I nostri ultimi mesi avevano un pil positivo, con questo governo è diminuito, tutti gli indicatori sono peggiori di quando c’eravamo noi. La situazione è peggiore”. Lo afferma Silvio Berlusconi, ospite de la ‘Telefonata’, parlando del governo.

 

Nuovi volti per il Pdl, anzi no. Il Pdl cambia pelle e, soprattutto, parlamentari. Anzi no. Berlusconi annuncia: “Abbiamo deciso di presentare un movimento con una forte immissione di forze nuove. Il 50%” dei prossimi candidati in lista verranno “dal mondo del lavoro, dell’impresa, delle professioni; il 20% dagli amministratori locali che si sono comportati bene; il 10% da nuove persone dal mondo della cultura e dell’arte” e solo “il 10%” saranno scelti tra “i nostri attuali parlamentari”. Ma subito dopo, una nota di Palazzo Grazioli corregge il tiro: “Appare evidente che non sarà soltanto Il 10% dei parlamentari uscenti del Popolo della libertà ad essere ricandidato. È bene chiarire che tutti quei deputati e senatori che provengono dalla trincea del lavoro, che hanno svolto o stanno svolgendo un’attività lavorativa, e non hanno una provenienza solo politica, saranno ricompresi in quella quota del 50% dei provenienti dal mondo del lavoro suggerita stamani dal presidente Berlusconi”.

 

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