lunedì 13 Aprile 2026

…ma le fidanzate di Monti squittiscono arrendevoli

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Casini, Bersani e Alfano confermano fiducia al governo Monti.

 

MILANO – «Il Paese è prontissimo ad affrontare una situazione d’emergenza ma per aiutarlo bisogna che ci sia un buon dialogo tra governo, Parlamento e forze politiche per non creare un distacco tra Paese e forze del governo». Così Pier Luigi Bersani replica al premier Mario Monti che da Seul avverte che se il Paese non fosse pronto il Governo potrebbe anche non rimanere. A queste parole di Bersani ha risposto che il Pd «vuole collaborare perché bisogna darsi una mano». Il Pd non è contro la riforma del regime dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali ma vuole correggerla in Parlamento. Questa la linea dunque la linea del segretario illustrata alla direzione del partito «Vogliamo portare in porto la riforma ma discutere in Parlamento e correggere alcune lacune che ci sono». «Fisseremo un presidio sul lavoro, un tavolo con gruppi parlamentari e partito» nel quale si dialogherà con i soggetti sociali aggiunge Bersani. «Nelle prossime settimane non servono proposte estemporanee -spiega- il Pd non deve essere un partito con cento voci». E ancora: «Le forze di centrosinistra di governo si rivolgeranno a tutte quelle forze moderate e civiche che vogliono andare oltre il populismo e il berlusconismo che molti danni hanno portato al paese». 

«Non sopravvaluto le parole dette da Monti, – aggiunge Bersani – gliel’ho sentito dire una ventina di volte, fa parte del ragionamento di una persona chiamata a risolvere dei problemi senza essersi candidata, lui pone il tema di capire se ci sono le condizioni. Io gli rispondo: ci sono le condizioni». Bersani, minimizza dunque l’altolà del premier sulla vita dell’esecutivo. «Noi cerchiamo – aggiunge Bersani – di dare delle buone idee, qualche volta vengono accolte, qualche volta meno. Probabilmente un meccanismo di uscita più simile a quello che avevamo proposto noi avrebbe risolto il problema. Noi siamo lì per servire, basta lavorare con serietà, senza drammatizzare i problemi».

 

ALFANO – La posizione di Angelino Alfano alla conferenza nazionale del Pdl sul lavoro è più netta: «Monti ha detto che per lui è importante fare un buon lavoro e non tirare a campare. Siamo d’accordo: o si fa una buona riforma o nessuna riforma». Il segretario del Pdl si dice d’accordo con il presidente del Consiglio anche sulla necessità di varare una «buona riforma» e sottolinea che o la si fa così o è meglio nessuna riforma. Poi attacca il Pd: oggi il Pd difende l’articolo 18 perché «si aggrappa ad ogni forma di vetustà e vecchiaia culturale: è questa la debolezza che deriva dall’arretratezza culturale della sinistra italiana».

CASINI – La situazione drammatica in cui versava il Paese non si è esaurita, per questo il governo deve continuare», dice il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, arrivando al dibattito di “Roma Incontra”. «Sull’articolo 18 abbiamo una posizione nettissima: siamo con il governo, siamo d’accordo con quanto il governo ha deciso nella sede collegiale del Consiglio dei Ministri». E chiosa: «Quello di Monti è l’ultimo governo di questa legislatura». «Noi pensiamo che gran parte del lavoro è stato fatto, ma molto lavoro è ancora da fare», ha aggiunto Casini: «l’emergenza in Europa non è finita, la recessione è fortissima, tante imprese sono in dismissione, tanti giovani non trovano lavoro». Il leader dell’Udc, spiega inoltre che «il Paese sta facendo sacrifici importanti, lo ha chiesto il governo perché la situazione economica era drammatica e non si sono esaurite queste condizioni di emergenza». Dunque, per Casini e per l’Udc «il governo deve continuare e l’appello che facciamo è sempre lo stesso: senso di responsabilità da parte dei partiti e da parte delle forze sociali».

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