mercoledì 18 Febbraio 2026

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altMonti: in Italia ci sono tensioni sociali

– “L’Italia è oggi segnata da forti tensioni sociali. Ed è normale che la precarietà aumenti gli stati di malessere. Ma bisogna reagire insieme alla crisi, senza generare sospetti tra di noi. “Non arrendersi” ora, quindi,  ma occorre invece “uno sforzo comune”, sforzo che “deve basarsi su un’equa (equitalica?) ripartizione del carico”. E’ quanto il premier Monti ha detto all’incontro a Rondine – Cittadella della Pace – di Arezzo con i giovani provenienti dalle zone a rischio guerra.
Le cause delle tensioni. Le tensioni sociali sono dovute “alla mancanza di lavoro, a difficoltà nel fare impresa – ha aggiunto Monti- ma anche a una crisi profonda, generata da rapide trasformazioni e dall’inevitabile disorientamento che queste comportano”. (Disorientati!)
La crisi e il disagio sociale. “La crisi economica, se non è affrontata con convinzione e coraggio può diventare culturale e di valore” ed “è inevitabile che cresca il disagio sociale, che la precarietà alimenti un senso di malessere, che ci siano segni gravi di incrinatura della coesione sociale”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Si tende a diffidare degli altri, che sembrano sempre meno colpiti o più fortunati. L’insicurezza genera ripiegamento su se stessi, frustrazione, rabbia, aggressività, al bar, per strada, a scuola, in fabbrica o in un consiglio comunale”. (Rabbiosetti)
L’Europa. Monti ha parlato dell’Europa:
“E’ ancora un modello valido, ma sta facendo dei passi indietro. E l’Italia ha il dovere di opporsi a questi passi indietro, di non farne di propri. L’Italia ha il dovere di contribuire, come fondatore e con una opinione pubblica favorevole, a rimediare i passi indietro e far fare passi avanti”. (Un, due, passo!)
La situazione italiana. L’Italia è un “paese molto forte per quanto riguarda il soft power”. Un potere che rende il nostro paese capace “nel saper parlare a tutti in modo amichevole, nel saper suscitare in tutti, anche tra gli opposti e i nemici, caratteristiche di buonsenso”.  (Scodinzolosi)
Ma questo “tranne in cui momenti in cui è persa da crisi di sfiducia in se stessa, sfiducia ingiustificata”.
I partiti politici italiani. “Faccio stare a tavola, qualche volta anche in senso letterale” le forze politiche, perché “è il luogo in cui si sta con il nemico per rovesciare l’inimicizia”, ha spiegato Monti, parlando del quadro politico italiano. Il premier si è riferito esplicitamente al quadro politico italiano: “forze politiche che si sono aspramente combattute” hanno in comune “la forte volontà di lavorare per il bene del Paese” (Sì ma  di quale?), ed è “importante far scoprire loro che al di là di una crosta spessa e della legittima battaglia politica, c’è però un sottofondo di grande impegno per il benessere collettivo e questo sta venendo alla luce, con qualche momento di luce e qualche momento di ombra, ma oggi torno a Roma più contento del ruolo che mi è toccato di svolgere in questi mesi. “Sono più convinto e più contento” del compito assegnatomi “perché vedo che è possibile” e “perché vedo che a Rondine ci riuscite bene”. (Fanno primavera?)
Il concetto di Europa. “Oggi penso che quasi tutto il decidere nella politica è guidato dal breve periodo, dai sondaggi e da cosa pensa l’elettorato. Fosse stato tenuto il 9 maggio 1950 un sondaggio sull’idea della dichiarazione Schuman sarebbe stata affondata e così l’idea più importante del XX secolo”. (Votate solo se richiesto!)
I conflitti nel Mediterraneo. “E’ inevitabile il disagio sociale e che ci siano a volte segni gravi di incrinazione dell’unità, si tende a diffidare degli altri e l’insicurezza provoca ripiegamento su se stessi, rabbia, aggressività ma se continuiamo a guardarci con sospetto si alimenta la paura”, ha sottolineato il premier. ‘Bisogna creare un ponte di fiducia tra le giovani generazioni del Mediterraneo, non va alimentato il pregiudizio e va insegnato loro che gli ‘altri’ non sono nemici,  ma alleati”. (E vai con gli immigrati!)
L’allarme immigrazione. “I fenomeni migratori di così vasta portata spesso ci trovano impreparati”, ha sottolineato il premier Mario Monti parlando ai giovani ad Arezzo, ricordando i “pre allarmi di possibili aumenti degli sbarchi a seguito della situazione in Siria”. Monti ha spiegato che “non si può pensare cessino per miracolo gli arrivi dalla sponda sud del Mediterraneo”. (E rivai con gli immigrati!)

 

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