martedì 17 Febbraio 2026

Ma che Europa e Europa

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Non c’è stata una tendenza omogenea. Ogni elettorato nazionale ha votato tenendo presente solo il suo panorama specifico. Non c’è alcun sentimento d’Europa

Il dato più rilevante del voto europeo nel suo insieme è che non esiste un voto d’insieme.


Certo possiamo constatare che, quasi ovunque, il voto ha sanzionato il governo, di qualunque verniciatura avesse ricoperto le mura, e che gli agenti americani hanno lavorato molto bene contro i centri politici europei.


Ma queste considerazioni sono troppo superficiali o troppo profonde. Quel che si evince dal voto emotivo europeo è proprio l’ottica chiusa di ogni nazione. Sicché non c’è stata né un’ondata socialdemocratica né una marea liberaldemocratica. E persino il voto più radicale ha avuto effetti completamente diversi a seconda dei singoli paesi.


In Francia Le Pen ha riportato un successo notevole, mentre in Belgio il Vlaamsblock è in progressione. In Italia l’estrema destra è in tenuta. In Austria Haider è stato polverizzato.


L’estrema sinistra oscilla: In Italia cresce, in Francia cala.


Insomma non è vero che tutto il mondo è paese ma è vero che in Europa prevale lo spirito di paese.


Siamo ben lontani dal dare un significato politico a quest’Unione oligarchica e tecnocratica.

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