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Madonna: quando la fama fa dare i numeri

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L’ex dark star american-molisana sedotta dalla Kabbala. Presto in Israele alla corte di ciarlatani che l’aiutino a vivere dando i numeri. Il che non dovrebbe risultarle particolarmente difficile.

Pare che la cantante Madonna visiterà in autunno Israele in compagnia di altre stelle dello spettacolo, si fa anche il nome dell´attrice Demi Moore, per abbeverarsi direttamente alla fonte dell´ultima passione che ha preso piede tra gli inquilini di Hollywood e dintorni: la Kabbalà.
Questa sorta di processione iniziatica, se mai si farà, non poteva avere sacerdotessa più qualificata. Dopo aver bruciato sull´altare dello star system tutte le identità che le sono state imposte ad ogni passaggio di carriera, l´ex ambigua dark lady dai gusti sadomaso, ha cambiato nome ed ora si fa chiamare Esther, in omaggio alla regina persiana che salvò il popolo ebraico dallo sterminio al tempo della cattività babilonese (V secolo a.C.).
La figura di Esther, popolarissima nella cultura ebraica, allude all´ “identità nascosta” che, nel caso di Madonna, sarebbe stata rivelata dagli studi della Kabbalà. Detto fatto, tutta una schiera di poveri “ricchi e famosi”, ebrei e non ebrei (da Courtney Love a Barbra Streisand, da Donna Karan ai coniugi Beckham) hanno cominciato ad avvicinarsi alla misteriosa dottrina cercando nella Kabbalà o meglio, nell´interpretazione californiana della Kabbalà, la medicina per curare il loro insondabile mal di vivere.
Ora, che c´entra tutto questo con la Kabbalà,


intesa come il complesso delle dottrine mistiche ed esoteriche ebraiche, il cui testo principale è il Libro dello Splendore che si ritiene compilato nel XIV secolo dal rabbino spagnolo Moshè De Leon, sulla base di fonti orali tramandate sin dall´antichità?
La Kabbalà dei divi, in sostanza, è piuttosto “càbbala”, superstizione, volgarizzazione di qualcosa di molto più difficile e complesso. E se proprio dovessimo cercarle un ascendente lo cercheremmo nell´ondata New Age che ha investito l´occidente.
La Kabbalà, che in ebraico vuol dire “ricevere”, nasce, invece, dal desiderio di svelare anche i significati più reconditi del Vecchio Testamento, o Torah che, per la religione ebraica, è la parola di Dio. Ciascuna parola e ciascuna lettera delle parole che compongo la Torah sono interpretabili secondo diversi livelli interpretativi. Il livello più mistico ed esoterico è la Torat Ha-Sod (la Torah nascosta), detta anche, secondo il suo nome più comune, Kabbalà. Poiché ogni lettera dell´alfabeto ebraico ha anche un valore numerico (basato sul sistema decimale), una delle tecniche interpretative più comunemente usate dalla Kabbalà è la numerologia.
Questo, per citare un aspetto. Poi c´è anche la “Kabbalà pratica”, affermatasi soprattutto nella diaspora ebraica spagnola del XV secolo che ha sempre goduto e continua a godere di grande


popolarità tra gli ebrei sefarditi, provenienti dai paesi del Nordafrica e ha dato luogo al fenomeno dei rabbini miracolosi che distribuiscono benedizioni, amuleti e guarigioni e possono elargire interventi protettivi di cui, tutto il mondo è paese, si avvalgono anche politici e businessman israeliani notoriamente laici.
Quando alcuni mesi fa si cominciò a parlare di un´eventuale tournée di Madonna in Israele, tournée che fu poi annullata per motivi di sicurezza, si venne a sapere che la cantante da tempo intratteneva una fitta corrispondenza con il sito internet di Rav Yizhak Kaduri, un rabbino ultra-centenario, residente a Gerusalemme, considerato l´”anziano” dei kabbalisti in Isr

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