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Maggio di sangue

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La catastrofe palestinese

Sono passati 67 anni dalla Nakba, il disastro che si abbatté, nel maggio del ’48, contro la Palestina: la nascita di Israele. 66 anni di pulizia etnica sionista contro i Palestinesi. 67 anni di morti, feriti, espropri e distruzioni. 67 anni di bugie israeliane scritte nei libri di testo, “riveduti e corretti” in modo tale da far prevalere la versione degli uni – Israele – contro quella degli altri – i Palestinesi. Di bugie nei media controllati o vicini al sionismo. In tutta la Palestina si stanno svolgendo iniziative, discorsi, manifestazioni in ricordo della tragedia che colpì i loro nonni e che ancora si abbatte sulle generazioni presenti, per non dimenticare e per continuare a lottare per ottenere il riconoscimento di diritti legali, suffragati da decine e decine di risoluzioni Onu.(…)

1939
Gli inglesi promettono la costituzione di uno stato arabo-ebraico; rifiuto risoluto da parte araba.

1939/45
L’Agenzia Ebraica organizza l’immigrazione clandestina in Palestina respingendo le limitazioni imposte dal “Libro Bianco” britannico del ’39.

1944
Il gruppo terroristico ebraico “Stern”, nato da una scissione dell’Irgun, uccide Lord Moyne, ministro britannico per il Medio Oriente.

1945
Gli ebrei residenti in Palestina raggiungono il numero di 608.000 (un numero undici volte superiore a quello del 1917), contro 1.200.000 arabi.

1946
L’Irgun fa saltare con la dinamite la segreteria generale dell’Alto commissariato britannico a Gerusalemme (Hotel King David), causando oltre novanta vittime.

1947
29 settembre – La Gran Bretagna rimette il proprio mandato sulla Palestina alle Nazioni Unite. 29 novembre – Le Nazioni Uniti approvano la risoluzione 181 (votano a favore URSS, USA e Francia, ma gli Stati arabi votano contro; la Gran Bretagna, la Cina ed altri si astengono), che prevede la divisione della Palestina in tre parti: – uno stato ebraico sul 56% del territorio – uno stato palestinese – una zona internazionale che comprenda Gerusalemme e Betlemme. Il confine tracciato viene definito “Linea Verde”.

1948
La proclamazione dello stato d’Israele è prevista per il mese di maggio, ma i gruppi armati israeliani muovono una violenta offensiva contro la popolazione palestinese con l’obiettivo di realizzarne l’espulsione dalle loro terre. Nasce l’esercito di liberazione della Palestina, composto da cinquemila volontari tra cui anche iracheni ed egiziani.

9 aprile – A Deir Yassin, sulla strada di Gerusalemme, un commando dell’Irgun, diretto da Begin, uccide 254 persone, in buona parte bambini e vecchi.

11 maggio – I residenti palestinesi di Lydda sono deportati a Ramallah. È la marcia della morte, con numerose vittime. Le deportazioni di massa e l’esodo proseguono a catena.

14 maggio – David Ben Gurion proclama, a Tel Aviv, la nascita dello stato d’Israele, riconosciuto immediatamente da Stati Uniti, URSS ed altri paesi. Gli israeliani controllano, non più il 56%, bensì, il 77% del territorio. Gerusalemme viene divisa tra Israele e Giordania: la Città Vecchia con la parte est passa sotto il controllo della Giordania, la parte occidentale e quella meridionale sono sotto Israele. 150.000 palestinesi continuano a vivere in Israele, praticamente senza diritti e sottoposti a regime militare. Nasce anche l’esercito di Israele “Tsahal”, chiamato Forza di Difesa d’Israele (IDF), che incorpora tutte le organizzazioni sioniste paramilitari. La Lega araba (Siria, Iraq, Egitto e Giordania) invade il nuovo stato il giorno stesso della sua nascita, ma sarà sconfitta.

15 luglio – Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ordina ad arabi e israeliani, il cessate il fuoco.

17 settembre – Viene ucciso, a Gerusalemme, il conte Folke Bernadotte, inviato delle Nazioni Unite per la trattativa di mediazione nel conflitto arabo-israeliano. Ventitré anni dopo, Baruch Nadel, che nel ’48 era capo del controspionaggio del gruppo “Stern”, ammette di aver organizzato quell’attentato, allo scopo di far fallire il tentativo di mediazione dell’ONU .

11 dicembre – Le Nazioni Unite votano la risoluzione 194 che chiede il ritorno a casa, o un indennizzo, per i quasi 800.000 palestinesi espulsi dalle loro terre.

1949
11 maggio – Israele, grazie alla risoluzione 273, diventa membro delle Nazioni Unite.

8 dicembre – L’ONU costituisce l’Ufficio di Soccorso e di Lavoro delle Nazioni Unite per i profughi di Palestina (UNRWA) e decreta l’internazionalizzazione di Gerusalemme. Nel corso dell’anno, vengono rasi al suolo 387, su 475, cittadine e villaggi palestinesi nel territorio israeliano. Un milione di palestinesi, costretti ad abbandonare le loro terre, si riversano a Gaza, in Cisgiordania e Libano, nei campi profughi. Gli ebrei, in Palestina, sono già un milione. 

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