giovedì 19 Febbraio 2026

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Non lo fanno apposta, mica sono dell’Isis

All’inizio si vede solo lui, il colosso del nuoto Massimiliano Rosolino, con la sua maglia rossa e un’insolita palla da rugby in mano circondato dai bambini. Poi lo sguardo inizia a guardare intorno e, a poco a poco, i dettagli sono familiari. Uno dopo l’altro si mettono in fila: i palazzi, i lampioni. Poi lei: la statua di Dante sulla sinistra e dietro il Loggiato Nord; a destra ecco l’ingresso al chiostro di Arnolfo, preludio alla Cappella dei Pazzi e al Cenacolo. Impossibile sbagliarsi. È piazza Santa Croce. Peccato che all’immagine stampata in migliaia di copie sulle tovagliette di diversi McDonald’s toscani, manchi un dettaglio che, a chiunque conosca Firenze, pare evidente come la proverbiale trave nell’occhio: alle spalle della medaglia d’oro c’è un grande cielo azzurro, ma di Santa Croce neanche l’ombra. 

La Basilica scomparsa

Che fine ha fatto la Basilica? Cancellata, scomparsa, annientata con un tocco di photoshop da una delle immagini scattate nel maggio 2014 quando il villaggio dello sport per bambini McDonald’s sbarcò in Santa Croce per il «Cis Day». Un’immagine monca, «inquietante», che ha fatto sussultare il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli: «Premetto che se mi dessero una tovaglietta del genere io gliela rispedirei indietro — dice — E comunque con un gioco di montaggio McDonald’s è riuscita a cancellare 700 anni di storia. Quali siano le ragioni psicanalitiche di questo taglio lo ignoro. Hanno rimosso uno dei luoghi simbolo, cancellato un pezzo di cultura, di arte e di territorio. Ricordo che in Santa Croce, Giorgio De Chirico disegnò la sua prima piazza metafisica. Loro sono andati oltre. Si tratta di una bomba al neutrone al contrario: lascia le persone e fa saltare gli edifici». E comunque De Micheli sottolinea che «mica gli avremmo fatto causa…». 

«In piazza Signoria avrebbero cancellato Palazzo Vecchio?»

Dal quartier generale di Milano, McDonald’s Italia spiega che «non possiamo utilizzare immagini identificative dei luoghi, è uno standard, una prassi, una modalità normale. Se avessimo inserito la Basilica il Comune ci avrebbe potuto fare causa per danno all’immagine della città perché non possiamo utilizzare foto per messaggi promozionali. E comunque è accaduto altre volte». Con quale città e quali monumenti? «A dire la verità non so dirglielo», ammettono però dall’ufficio stampa. Quella piazza mutilata ha sorpreso anche padre Antonio Di Marcantonio, priore di Santa Croce. «Un ambiente completamente svuotato, sembra un cimitero. Forse chi ha realizzato il fotomontaggio non sa che il simbolo della piazza è proprio la Basilica. Capisco che abbiano dovuto decontestualizzare ma quell’immagine è un obbrobrio. Mi chiedo: ma se avessero scattato la foto in piazza della Signoria avrebbero cancellato Palazzo Vecchio?»

 

 

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