
Lo richiedono dall’Ospdale Israelitico. In quanto allo scandalo che lo travolse un anno fa invece che si dice?
Cesare Efrati, medico gastroenterologo all’Ospedale Israelitico: «Sono state tante, in passato, le richieste per cancellare quei nomi»
Prendiamo, per esempio, l’Atlante di anatomia umana Pernkopf, correntemente in vendita on line sui siti di assai prestigiose e progressiste case editrici italiane. L’autore è Eduard Pernkopf, rettore dell’università di Vienna dopo l’annessione al Terzo Reich. Per la realizzazione della sua opera, avrebbe usato cadaveri di vittime ebree dei campi di concentramento. La granulomatosi di Wegener prende il nome da Friedrich Wegener, che sarebbe stato implicato nella selezione e nella deportazione degli ebrei del ghetto verso le camere a gas. L’artrite di Reiter si riferisce a Hans Conrad Reiter, fedelissimo di Hitler, coinvolto in esperimenti medici con cavie umane nei campi di concentramento.
E si potrebbe continuare. Oggi a Roma un convegno internazionale di studi voluto dalla Comunità ebraica di Roma, dall’ospedale Israelitico e l’Università La Sapienza (che lo ospita) porrà all’attenzione della comunità scientifica internazionale il problema delle malattie eponimiche (cioè intitolate all’autore della scoperta) legate a medici criminali nazisti. Parteciperanno in tanti: storici, scienziati, esponenti della comunità ebraica. Il titolo è «Medici nazisti e malattie eponimiche, una storia da riscrivere».
Spiega uno degli organizzatori, Cesare Efrati, medico gastroenterologo all’Ospedale Israelitico e Rabbino ufficiante volontario: «Sono state tante, in passato, le richieste per cancellare quei nomi, ma isolate e senza seguito concreto. C’è una bella proposta: intitolare quelle sindromi ai tanti medici e scienziati morti nei campi di concentramento». Questa sì, sarebbe una magnifica ricompensa per quelle vittime della Shoah, nel segno della migliore Memoria: quella meno rituale e più efficace.