lunedì 13 Aprile 2026

Memorie di un ricercato a Trento

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Dopo prevendite e primo giro presentazioni esaurito e in ristampa

Chi lo vuole ordinare ora lo riceverà subito dopo il 15: http://gabrieleadinolfi.eu/acquista-online/io-fascista-ricercato.html 

Vent’anni di latitanza, quasi mezzo secolo in quello che ironicamente definisce “Male Assoluto”. Gabriele Adinolfi con il libro “Io Fascista ricercato” racconta le sue esperienze di vita e i suoi incontri con personaggi di ogni età: camerati degli anni di piombo, avversari politici, combattenti sul Fronte dell’Est. Tra epopea e ironia “Io fascista ricercato.” La prefazione è firmata dal fondatore del Fronte Nazionale Rivoluzionario Mario Tuti.

L’incontro, organizzato da Emilio Giuliana ieri sera a Trento, coincide con una data importante nella vita dello scrittore: il 28 agosto 1980 ebbe il suo primo mandato di cattura. Gabriele Adinolfi, che pubblica il suo pensiero anche sulla nostra testata, nasce a Roma il 3 gennaio 1954. Il suo inizio politico è datato 1968, frequentando per un breve periodo la sezione del Msi “Filippo Anfuso” della sua zona di Roma in via Livorno (piazza Bologna).Dal 1970 in poi aderisce alle formazioni extraparlamentari di Destra. Nel 1976 insieme a Giuseppe Dimitri e Roberto Fiore, presso la Libreria Romana ,allora tenuta da Walter Spedicato, fonda Lotta Studentesca. Dal 1977  Lotta Studentesca si trasforma in Terza Posizione. A partire dagli anni ’80, a seguito di un mandato di cattura, deve riparare all’estero.

Da Parigi, dopo una prima produzione clandestina,che precede il suo rientro in Italia clandestino, nell’82 Adinolfi da vita al Centro Studi Orientamenti & Ricerca. Il prodotto: cinque documenti politici e dieci anni di bollettini a periodicità trimestrale improntati sulle analisi, le interpretazioni e le proposte.
Nel suo libro vari riferimenti e spunti politici. Un capitolo intero è dedicato a Leon Degrelle che Adinolfi frequentò durante gli anni ottanta.

Nell’incontro si è parlato anche della associazione ,di tradizione medioevale ,ideata e diretta da Gabriele Adinolfi, la” Gilda dei Lanzichenecchi”. Una gilda è composta da un gruppo di persone che condividono lo stesso scopo e gli stessi obiettivi. Il nome Lanzichenecchi riporta alle unità imperiali di uomini liberi e non possidenti in servizio permanente, con spirito di corpo, disciplina, gerarchia e una forte indipendenza di carattere e personalità.Il simbolo  è il Lamda (dall’alfabeto greco) scelto come iniziale di lanzichenecchi, ma anche di leali, di liberi, di lacedemoni.

La serata, organizzata da Emilio Giuliana, ha avuto come protagonista anche Giuseppe Scalici che ha presentato il libro: “1944. La distruzione la guerra aerea in Italia e le sue conseguenze”.  Il volume, edito da Nuova Prhomos, tratta il periodo compreso fra l’8 settembre 1943 e l’aprile 1945, soffermandosi, in particolare, sulla guerra aerea scatenata dagli alleati e sulle vittime di quel conflitto che ebbe molte sfaccettature e ancora oggi presenta aspetti non del tutto chiariti. Gli eventi presentati, in ogni caso, denotano una fase storica epocale per l’Italia che ancor’oggi viene poco trattata sui libri di storia. 

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