giovedì 19 Febbraio 2026

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Evvia, adesso la Saipem ! Rimane qualche fruttarolo e qualche norcino e poi è finita

Saipem pagò una tangente per un contratto in Nigeria: per il tribunale di Milano, la società è “responsabile dell’illecito amministrativo” nel processo per corruzione internazionale e per questo è stata condannata a una multa di 600mila euro, al pagamento delle spese processuali e alla confisca di 24,5 milioni di euro. La procura aveva chiesto la confisca di 24,5 milioni di euro e una multa di 900mila euro. Per i manager del gruppo è invece scattata la prescrizione.
Di fatto i giudici milanesi hanno concesso uno sconto di un terzo rispetto alla multa richiesta dai pm, in quanto hanno concesso alla società le attenuanti generiche. La somma di cui i magistrati Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro avevano chiesto la confisca, come accolto oggi dal tribunale, era stata messa a disposizione nel febbraio 2011 da Snamprogetti Netherlands, con i magistrati che avevano rinunciato al ricorso al tribunale del riesame sulle misure interdittive per Saipem.
I pm avevano chiesto di sequestrare proprio quella somma, in quanto sarebbe la differenza “tra il profitto illecito individuato dall’autorità giudiziaria italiana, cioè 65 milioni – aveva spiegato De Pasquale nella requisitoria – e l’importo versato come risarcimento dalla società alla Nigeria”. Il tribunale ha accolto questa ricostruzione e ha disposto appunto la confisca della somma.
Immediata la replica della difesa che ha espresso “estrema meraviglia per l’esito totalmente sganciato dalle acquisizioni probatorie emerse in sede dibattimentali. Aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza per poterla impugnare” hanno detto i legali del gruppo Angelo Giarda e Massimo Pellicciotta.

 

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