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Merce contraffatta che potrà tornare anche utile

Ma oggi come oggi dovrebbe chiamarsi Allianz gegen Deutschland

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Che occasione migliore per suggerire la lettura del mio ultimo documento politico, Dagli amici mi guardi Iddio?  https://noreporter.org/wp-content/uploads/2026/08/AmiciSerpenti-1.pdf

La travolgente vittoria dell’AfD in un piccolo Land orientale, infettato da tutti i residui strutturali della Stasi, non va letta, come fanno i soliti che si lasciano trascinare come fuscelli dal vento, ma in ben altro modo. Che è comunque positivo ma per ragioni praticamente opposte a quelle sperate dagli uni e paventate dagli altri.

Cito proprio dal mio documento cos’è oggi l’AfD

Va rammentato che la Stasi, per lo meno nella sua branca di controspionaggio HVA, mantenne sempre relazioni ambigue con la CIA e ottime con il Mossad. E questo spiega abbondantemente il sostegno che chi – prodotto da quella struttura – ha ampiamente contribuito a mettere in piedi (AfD) gode apertamente da parte americana.

È eufemistico sostenere che la dirigenza paracadutata alla testa di quel partito sia un prodotto di quegli ambienti che un tempo, in Germania, si definivano Bund e che diedero origine a Marcuse, Horkheimer, Habermas e Willy Brandt.

Si attribuisce loro l’opposto senza ascoltarli mai, ma nelle loro campagne e nelle loro allocuzioni introducono tutte le inclinazioni destrutturanti della germanità e dell’essere uomo ed europeo.

L’operazione AfD (Allianz für Deutschland) è stata fatta alla tedesca: a tavolino, esattamente come l’HVA aveva preparato per ben dieci anni la contestazione studentesca del 1967 a Berlino Ovest.

Annusando il vento, questi industriali dell’infiltrazione sostennero inizialmente dei nazionalrivoluzionari in competizione con il partito neonazista NPD finché essi non la vinsero anche con il loro aiuto. Da allora iniziarono a picconarli politicamente uno a uno e a sostituirli con leaders dell’area LGBT a forte coloratura sionista. Non si affaticarono più di tanto nell’adattare all’AfD il programma del partito comunista della Germania dell’est al nuovo partito di estrema destra, tanto che questo contiene perfino il progetto dell’invio dei giovani tedeschi in Russia per studiare ed essere formati ideologicamente.

Il partito “neonazista” che raccoglie voti sul fallimento del modello progressista è quello che ha fatto la scorsa campagna elettorale per il comune della capitale con lo slogan “Rendi Berlino più sicura per i gay e per gli ebrei”.

È quello che, nell’anniversario dell’attentato del 1944 è andato a deporre fiori alla memoria dei generali felloni che avevano provato a uccidere il Cancelliere e a distruggere l’intero Stato Maggiore per far capitolare la Germania.

L’orrore del gesto compiuto prescinde da qualsiasi considerazione ideologica. Malgrado la mitizzazione fattane da Tom Cruise, quell’azione venne considerata tradimento da quasi tutti i tedeschi.
Konrad Adenauer, che prima della costituzione del Terzo Reich era stato borgomastro di Norimberga ed era un politico democristiano, una volta divenuto Cancelliere, si assicurò che nessuno dei cattolici coinvolti nella congiura ottenesse un qualsivoglia incarico.
La tanto decantata Marlene Dietrich venne sepolta senza che si radunasse la folla, perché non le si era perdonato di essere emigrata negli Stati Uniti , all’epoca nemici, e di averne preso la cittadinanza.
Quando l’Armata Rossa investì Berlino vi fu un comunista latitante che uscì dal suo rifugio per partecipare alla difesa della città.
Qui siamo ben oltre le idee politiche: è di un comune sentimento tedesco che si tratta che la banda Weidel non sa proprio cosa sia. Sarebbe più corretto se, almeno fino al cambio dei vertici, si chiamasse Allianz gegen Deutschland.

La nuova figura di riferimento dei disorientati terminali, cioè la Weidel, lesbica che vive in Svizzera con una moglie immigrata extraeuropea, ha omaggiato i caduti sovietici che hanno “liberato Berlino”. Ha fatto peggio della Merkel.
Particolarmente comico mi risulta il fatto che qui da noi molti dei tifosi incondizionati della leader tedesca abbiano odiato e disprezzato Gianfanco Fini per molto, ma molto, meno di questo. Decisamente l’erba del vicino è sempre più verde!
Le posizioni di quel partito sono infine contro il riarmo europeo, contro i paesi mediterranei, per un capitalismo assistenzialista.

Al suo interno militano ovviamente anche dei tedeschi autentici che non hanno alcuna intenzione di sabotare l’Europa ma di rigenerarla, e probabilmente hanno una disperata ragione perché abbandonare il campo ai nemici durante un fenomeno attivo di protesta popolare sarebbe etico ma controproducente. Ovviamente sono una minoranza accerchiata, anche se godrebbero di simpatie popolari nel caso che riuscissero a imporsi nel partito senza farsi eliminare un minuto più tardi.
I vertici di AfD sono però una vera e propria polizia politica del partito di Jalta.
Quando Tim Schramm, giovane politico del partito, si è arruolato per combattere per l’Europa in Ucraìna, quei servitori dello straniero si sono affrettati ad espellerlo.
Una levata di scudi della base giovanile che accusava i boomers di essere schiavi dei russi, ha comunque avuto luogo, ma senza effetto.
Direi che questo fotografa perfettamente la situazione: mai come nel caso tedesco si può parlare di un fermento potenzialmente positivo che viene commissariato dall’alto e utilizzato contro se stesso, affinché la Germania e si uccida da sé.
Alla tedesca tutto questo è stato programmato per tempo e attuato metodologicamente.

L’auspicio è che la forza delle cose e quella dell’intelligenza, fosse anche solo istintiva, animale, finisca con il travolgere i commissari politici che ne soffocano lo spirito. Ma di un auspicio si tratta, se ci atteniamo all’attuale realtà, l’AfD è il peggio del peggio e la principale organizzazione del potere antitedesco e antieuropeo. Il modello principe di tutte le manovre destrutturatrici in atto in Europa, che siano russe, israeliane, americane o, più probabilmente, tutte queste insieme.

Ma qui entriamo nell’elemento positivo dell’avanzata di questo populismo inquinato e invertito, in ogni senso della parola.
Esso consiste nel fatto che la propulsione, determinata dalla crisi in cui la Germania è stata gettata dalla guerra russa all’Europa per conto dei padroni americani del Cremlino, non farà che accelerare il processo di riarmo che è già in atto e che, statene pur certi, non arresterà nessuno. Il partito di Jalta che punta sui cavallo di Troja dello stupidismo suicida sovranista, può intervenire solo sui tempi e sui modi della realizzazione della potenza europea che da tutta questa crisi e in particolare dall’imperialismo straccione russo, ha acquisto la propulsione e, più sarà critica la situazione, più ne acquisirà.

Non sono di certo i motivi addotti dalle banderuole desrtoterminali, da quelli che dopo aver preteso che i gay fossero rinchiusi al Colosseo oggi si sbrodolano per lo strapotere lgbt, da quelli che perfino con Hamas, s’inchinano pateticamente ai principali lacché di Natanyahu, da quelli che dopo aver contrapposto i valori guerrieri alla vita borghese oggi sbavano dietro pacifismo e disarmo.

I motivi positivi risiedono proprio nel fatto contrario, ovvero che le dirigenze squallide e servili che stanno alla testa delle reazioni popolari non potranno mai condurle ad amministrazione reale senza essere scalzate da gente migliore o senza cambiare di ben centottanta gradi la loro pietosa astrazione programmatica e adattarsi alle necessità oggettive dei tempi e alla realtà che è in marcia e che sta realizzando una rivoluzione silenziosa di cui, come elemento di riequilibrio fa parte anche la deriva sovversivo-reazionaria dell’attuale fogna sovranista.

E probabilmente finirà come – sempre nello stesso documento – affermo in conclusione nel capitolo “Perché possiamo vincere”. Anche grazie a loro e malgrado loro.

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