venerdì 20 Febbraio 2026

Mi si è accesa una lampadina nel cervello

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Impiantare ricordi artificiali nella testa di una persona: sembra la trama di un film, ma in un futuro non troppo lontano potrebbe accadere veramente. Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (Mit) lo hanno fatto in un esperimento con i topi. Il test, i cui risultati sono stati pubblicati su Science, è stato reso possibile grazie all’uso dell’optogenetica, una nuova tecnologia che consente di accendere o spegnere i neuroni in maniera selettiva, utilizzando segnali luminosi.

Gli studiosi del Mit hanno ‘ingegnerizzato’ i neuroni dell’ippocampo (area cerebrale coinvolta nella memorizzazione delle ‘esperienze’), e sono riusciti a identificare e marcare quelli coinvolti nella memorizzazione di un’esperienza specifica, e ad attivarli in una circostanza diversa, creando un’associazione tra una sensazione percepita in una circostanza, e una vissuta in un altro momento, ovvero creando un ricordo di un qualcosa che non si era verificato.

In particolare, i ricercatori hanno messo i topi in una ‘camera A’ e hanno ‘marcato’ i neuroni usati dai roditori nel processo di memorizzazione di quell’ambiente. Il giorno dopo hanno messo gli stessi topi in una camera B, completamente diversa dalla A, e hanno somministrato loro una scossa elettrica, mentre nello stesso istante, usando uno stimolo luminoso, attivavano i neuroni della memoria ‘marcati’ il giorno prima.

Il terzo giorno i topi sono stati messi nuovamente nella camera A, e sono rimasti paralizzati dalla paura. Ciò è avvenuto, perché gli scienziati sono stati in grado di creare, nel cervello dei roditori, un’associazione tra la scossa elettrica subita il secondo giorno, e la stanza in cui erano stati messi il primo giorno, creando così un ‘ricordo sbagliato’.

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