venerdì 29 Agosto 2025

Mira sempre al meglio e mai al peggio

Perché se opponi a quello che hai ciò che è peggiore dovrai sempre mentirti per mantenere il punto

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

Ci si accalora contrapponendo modelli politici e sociali che non hanno senso.

Non ce l’hanno per due ragioni essenziali.

La prima è che non è stato ancora (ri)costituito un modello politico per l’epoca di trasformazioni galoppanti in cui viviamo.

La seconda è che tutti i modelli delle nostre società in trasformazione sono vecchi e vanno in degenerazione.

Perciò, a chi si acceca e s’illude di cambiare le cose senza fare fatica, non resta che aggrapparsi all’illusione utopica di questo o quel modello esotico.

In degenerazione

Nel suo Politeia (o Repubblica), Platone ci diceva che la monarchia degenera in tirannide, l’aristocrazia in oligarchia e la democrazia in demagogia.

Tutto questo è ampiamente avvenuto, così come il fatto che la demagogia – ci ammoniva il filosofo – ripropone immancabilmente la tirannide.

Sicché noi oggi abbiamo autocrati buffoni e rozzi – Trump, Putin, Maduro, Kim Jong-un, Khamenei – che sono tiranni. L’aristocrazia non si sa più cosa sia. La democrazia (che già in sé conteneva il germe tirannico, ma stemperato dall’indole liberale) è sempre più demagogica. In alto ma soprattutto in basso.
I cosiddetti oppositori di oggi (sovranpopulisti e pentastellati per esempio) sono demagogia allo stato brado con fascinazione per la tirannide, mascherata piuttosto male dal mito dell’uomo forte. Che peraltro non c’è.

Aristotele, nel suo Politica, afferma che il miglior sistema è misto e assume in sé gli elementi del capo, dell’élite e della partecipazione popolare. Tutte le esperienze storiche felici che hanno avuto una dimensione maggiore di quella cittadina o al massimo regionale, sono state impostate esattamente così.

Ragion per cui la sola soluzione possibile sarà di concepire e realizzare nuovamente un sistema misto nel mondo tecnologicamente avanzato e demograficamente minacciato che si realizzerà nei grandi spazi.

E, quindi, invece di contrapporre modelli esotici mal riusciti a quello in cui si vive, bisogna prendere in mano le proprie vite e piantarla di guaire.

In quanto ai modelli alternativi all’Occidente (un termine che significa troppe cose differenti per poter essere liquidato così), sarebbe ora di smetterla di opporgli le virtù di imbarazzanti sistemi arretrati che sotto tutti gli aspetti, nessuno escluso, gli sono di gran lunga peggiori.

La psicologia stupida delle masse non cambia mai


Per “opposizione” al sistema, quasi sempre comoda e ciarliera, c’erano molti più comunisti in Occidente di quanti ce ne fossero nei paesi comunisti dove ne subivano l’esperienza sulla loro pelle.

Basti pensare che a Berlino i comunisti dovettero erigere un muro per impedire l’esodo che aveva visto oltre due milioni di cittadini passare all’Ovest in quindici anni contro i meno di diecimila che fecero il percorso inverso e solo quando il sistema era ancora in costruzione.

Noi, filosofeggiando, abbiamo stabilito che il sistema occidentale, liberale, americano, o come altro lo volete chiamare, sarebbe stato peggiore perché più insidioso e sofisticato.
Ma sono sofismi perché il linguaggio dell’elementare è sempre più intelligente delle nostre contorsioni cerebrali e basta e avanza constatare che la fuga era solo verso occidente così come a implodere – implodere, ricordiamocelo sempre – fu il comunismo.

Le masse sono però sciocche e si compiacciono dei loro inganni

Sicché nel 1967 a Berlino Ovest si poté assistere a una manifestazione studentesca che protestava contro lo “stato di polizia” della Germania occidentale, sfilando sotto gli occhi divertiti dei poliziotti comunisti armati che li osservavano dall’altra parte di quel muro dove stavano di guardia ventiquattrore su ventiquattro per abbattere chiunque cercasse di riparare ad ovest.

Non è cambiato molto

Oggi gli sprovveduti esaltano i modelli brutali e fallimentari del presunto “fronte multipolare” come contrapposizione a quello in cui viviamo, anziché provare a costruirne un altro e a farlo senza militare contro la propria nazione servendone o assecondandone i nemici.

Bisogna migliorare, non peggiorare, creare, non sabotare.

Che il sistema occidentale sia percepito, correttamente, come migliore di quelli delle utopie irose, non ne fa comunque un buon sistema.

Conosciamo bene le sue distorsioni esistenziali, le sue ipnosi, i suoi condizionamenti, le sue strutture portanti oligarchiche, le sue ipocrisie, i suoi egoismi, le sue censure, le sue imposizioni giuridiche, le sue brame di disintegrazione della personalità e di riscrittura della natura umana.
Sappiamo bene che, in fondo, si fonda sugli stessi orrori dei presunti “multipolari”, ma che lo fa in modo più vivibile perché, almeno in intelligenza e cultura, gli è nettamente superiore.

Dicevamo di dover apprendere dall’elementare

Negli anni Trenta esisteva una sorta di progetto Erasmus ante litteram che prevedeva lo scambio di giovani tra Germania e Inghilterra per le vacanze estive. Gli inglesi dovettero mettervi fine perché i loro giovani tornavano innamorati del modello tedesco mentre il contrario non accadeva.

Ecco: creiamo, concepiamo o quantomeno sogniamo un modello che sia vincente rispetto a quello in cui viviamo, invece di inseguire le mostruosità dei capitalisti falliti e dei carcerieri cronici di tutto il pianeta!

Ultime

I dazi non fermano le bambole

La Cina scoppia di salute

Potrebbe interessarti anche