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Miserabili

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Stavolta il capolavoro di Victor Hugo c’entra poco ed i miserabili di cui parlo sono quella genia di ladri e di corrotti che attraversa tutto lo schieramento partitico italiano, nessuno escluso.

Non che non lo sapessimo: noi lo sappiamo dal 1945 in che avide mani i nostri “liberatori” ci avevano consegnato: molti però , la maggioranza degli italiani, duole dirlo non ha mai voluto aprire gli occhi o se li ha aperti è stato pensare che dopotutto “rubare” era un peccato veniale e che i partiti fossero necessari.
Una Nazione senza coscienza di esserlo non è un Nazione e l’Italia, infatti, è solo un agglomerato caotico e disordinato di particolarismi e di interessi individuali e di caste che fa rabbrividire .
Questa classe politica dal PDL al PD , fino alle finte opposizioni , come l’IDV , SEL e paccottiglia varia merita l’immondezzaio della Storia, per dirla con Lenin, e somiglia molto ad una putrescente fogna a cielo aperto.

Ovviamente non siamo così stupidi da  non capire che tutto questo serve solo a cambiare gli attori sul  proscenio ed a ammannirci una nuova schiera di servi e tirapiedi , magari targati con altri nuovi Partiti ; in caso contrario ci sarebbe da stappare una buona bottiglia a vedere questi miserabili tremare per le loro poltrone e poltroncine.
Ma non ci illudiamo già nuovi funzionari leccapiedi e portaborse si affacciano per prendere il posto di quelli “bruciati” e tra finte dimissioni annunciate  ma mai praticate ,Polverini docet, e nuovi volti da presentare ad un elettorato sempre più esausto , si tirerà ancora avanti con questa tragicommedia.

Per quanto riguarda il ceto dirigente post-missino non  poteva che finire così con gente che ha fatto del servilismo il proprio viatico politico e della nullità progettuale il proprio successo personale.
A tutti quelli , e non sono pochi, che in questi anni sono andati in giro a sbandierare vecchie militanze , vere o presunte, e che hanno liquidato  tutto per accaparrarsi favori e prebende, senza alcun progetto che non fosse il proprio tornaconto , ci sia consentito rivolgere un meritato vaffanculo, ma soprattutto l’invito a non riproporre ennesime giravolte e voli carpiati per rivendicare chissà quali “eredità ideali”. A ciascuno il suo.

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