giovedì 19 Febbraio 2026

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“Lo spread scendera’ ancora”. Lo ha affermato al Tg5 e poi a Matrix il Presidente del Consiglio Mario Monti, che ha sottolineato come da novembre lo spread “sia sceso di 200 punti”. Lo spread sotto quota 400 non e’ “un obiettivo raggiunto, perche’ deve scendere ancora e scendera’. La tendenza sara’ decrescente. Rispetto ai massimi di novembre siamo scesi di 200 punti e questo va bene”.
Ma soprattutto il premier ha parlato del mercato del lavoro e della fine del posto fisso: “Il posto fisso” è legato a un’idea nostalgica del lavoro, ha detto: “I giovani devono abituarsi all’idea che non lo avran-no”  E poi: “che monotonia il posto fisso, è bello cambiare”, anche se bisogna “avere condizioni accettabili”.
L’art.18? “Non e’ un tabu'”. Monti ha spiegato che “puo’ essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia e dei giovani in certi contesti e abbastanza accettabile in altri contesti”. Secondo Monti, “bisogna modificare il sistema di flessibilita’ in entrata e in uscita” e “ovviamente ci vuole una riforma degli ammortizzatori sociali che vada nel senso di tutelare il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro senza negare la tutela del lavoratore a un posto che diventa obsoleto”. “La finalita’ principale della riforma del mercato del lavoro e’ quella di ridurre la terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per eta’ e’ gia’ dentro e chi fa fatica ad en-trare. Bisogna ridurre questo divario”.
Ma sulla riforma  ha assicurato il dialogo. “E’ normale che ci sia piu’ dialogo ma con tempi brevi, da Italia europea”, ha sottolineato, ricordando che i sindacati “hanno di fatto accettato la riforma delle pensioni” varata dal governo. “A dicembre i sindacati hanno fatto tre ore di sciopero – ha proseguito Monti – non e’ stata una manifestazione di debolezza bensi’ di grande maturita’”.
Per Monti è essenziale una “riforma degli ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto di lavoro che diventa obsoleto”. Per quanto riguarda, il confronto, il premier ha detto: ”Sulla riforma del mercato del lavoro è normale che ci sia più dialogo, ma con tempi brevi, da Italia europea”, ricordando che i sindacati ”hanno di fatto accettato la riforma delle pensioni” varata dal governo. ”A dicembre i sindacati hanno fatto tre ore di sciopero – ha proseguito Monti – non è stata una manifestazione di debolezza, bensì di grande maturità”.
Quanto alla politica economica il premier ha sottolineato come le privatizzazioni sono “una possibili-ta’”, ma non sono “una priorita’” del Governo italiano, anche perche’ in passato esse “non sempre furono fatte nel modo migliore. Monti non ha escluso comunque “qualche operazione sul capitale”, ma “vogliamo valorizzare di piu’ il capitale umano.
Meglio scommettere sul buon fine della liberalizzazioni se non si vuole finire come la Grecia, ha detto poi in difesa del pacchetto appena varato e ha vvertito che ”se gli italiani sperano di vedere prevalere le resistenze corporative, allora i tassi ripartiranno verso l’alto e andiamo a sbattere”. Uno scenario drammatico che il presidente del Consiglio, accompagna a una battuta leggera nella forma ma durissima nella sostanza: ”Allora -meglio sarebbe studiare il greco, ma quello moderno…”. “Lo sforzo che faccio con i ministri e il Parlamento è la spiegazione agli italiani che se tutti rinunciamo a qualche cosa, con un disarmo multilaterale dei privilegi e delle rendite staremo tutti meglio, non per solidarietà e generosità ma per il proprio stretto interesse in una prospettiva lunga nel tempo”.
Quanto ai temi internazionali, Monti ha spiegato che  il nuovo trattato europeo non contiene “appesanti-menti” per quanto riguarda il rientro graduale dal debito, ha spiegato poi il premier sottolineando che fu il Governo Berlusconi ad accettare un calo del debito pubblico pari a tre punti del pil ogni anno per 20 anni. “E’ un impegno che l’Italia ha preso l’anno scorso io non lo discuto. E’ un impegno severo, ma non impossibile da realizzare, se saremo capaci, attualmente e tutti i Governi che si succederanno nel corso del tempo, di tornare a fare crescere un po’ di piu’ l’Italia. In questo modo quell’impegno non sara’ insopportabile”.
“Io bacchetto la Merkel? Ma si immagini e figuriamoci se io la bacchetto… Ci sono stati tanti equivoci su questo: ho una grandissima considerazione per la Cancelliera”, ha tenuto a precisare Monti, che ha poi parlato anche del presidente Usa: “Gli Usa sono molto interessati che l’Europa ritrovi fiducia nel mondo e ritrovi sviluppo e vedono un Paese come il nostro che sta uscendo dalla zona problematica, hanno simpatie per questo sforzo e vogliono appoggiarlo anche in sede europea”, ha risposto il premier riguardo al prossimo incontro che avrà con il presidente Usa Barack Obama negli Stati Uniti.
Il premier è intervenuto anche sulla politica nazionale. I malumori all’interno del Pdl sono “normali” perche’ non fanno piu’ parte “direttamente” del Governo, ma e’ “fondamentale l’appoggio di Berlu-sconi, come quello del Pd e del terzo polo”, ha detto.
“Nel 2013 non ci saro’. Saro’ ancora vivo, spero ma senza le responsabilita’ attuali”, ha tagliato corto. “Vorrei portare a quella data un’Italia sostanzialmente tranquilla economicamente e avviata alla crescita e a un sistema politico piu’ dialogante e civile”, ha detto. “Contera’ allora chi vince le elezioni, ma in un quadro di grande civilta’”, osserva ancora. Allora scontato che Monti non fara’ piu’ politica? “Scontato e – sottolinea – non e’ quello che mi interessa, adesso e per sempre conta fare bene”.
Alcuni argomenti come la bioetica, la legge elettorale, la riforma dei regolamenti parlamentari non sono “parte della missione di governo”, ha spiegato. “Questo governo ha compiti limitati e difficilissimi: rendere l’Italia migliore e più attraente a tutti – ha spiegato Monti-. Svolgiamo questi compiti osservando una distanza di rispetto dai partiti perché ci sono temi importanti che non sono il cuore del mandato ricevuto”. Il premier ha aggiunto: “io ho opinioni personali, ma non le considero parti della missione di governo. La citta-dinanza, la bioetica, la legge elettorale, i regolamenti parlamentari, sono questioni che devono essere sciolte e dipanate dalle forze politiche”. Monti ha concluso: “se, per soddisfare le coscienze dei membri del governo, entrassimo nell’agone del dibattito renderemmo più difficile l’appoggio di larga parte del Parlamento ai nostri sforzi”.
Infine un lapsus. “L’accordo europeo avendo definitivamente sancito la disciplina di bilancio, permettera’ ai tutori della disciplina, in particolare la Germania e la Banca centrale tedesca… Scusi – si interrompe Monti – la Banca centrale europea, e’ un lapsus involontario. Permettera’ loro di sentirsi piu’ rilassati nella condotta della politica monetaria nei prossimi tempi”.
Ma in fondo ha ragione: sono buontemponi questi padroni e non vogliono che i lavoratori si annoino più come accadeva durante il fascismo.

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