Non avrebbe mai immaginato che avremmo praticato da soli un genocidio così
Fanno gola a importanti gruppi stranieri. C’è aria di vendite in Finemccanica, nel settore energetico e ferroviario.
Lo ha confermarlo il 23 settembre ai sindacati l’amministratore delegato del gruppo Alessandro Pansa, spiegando che la trattativa sul Ansaldo Energia è in fase «molto avanzata», e che c’è un negoziato aperto per il settore del trasporto ferroviario (Ansaldo Sts e AnsaldoBreda).
SI SPERA IN UNA PROPOSTA DELLA CASSA. Intanto, però, è cresciuto il pressing sulla Cassa depositi e prestiti, perché esca allo scoperto con una proposta concreta, mentre i sindacati hanno chiesto al Governo di chiarire la propria posizione, altrimenti è pronta a scattare la mobilitazione.
EUFORIA IN BORSA. Ma la Borsa ha premiato il titolo, che il 23 settembre è stato il migliore della seduta tra quelli a elevata capitalizzazione, chiudendo in aumento del 4,2% a 4,71 euro.
UNICA OFFERTA IN CAMPO. Nello stesso giorno i sindacati dei metalmeccanici, nel corso di un incontro con i vertici di piazza Montegrappa, hanno ricevuto conferma della trattativa molto avanzata per la cessione di Ansaldo Energia: la controllata genovese (al 55% di Finmeccanica e al 45% del fondo statunitense First Reserve) potrebbe quindi finire presto nelle mani della coreana Doosan, la cui offerta (per il 100% della società) è rimasta la sola in campo, con una due diligence in corso da mesi.
TRATTATIVA PER IL FERROVIARIO. Pansa ha anche svelato l’esistenza di un’altra trattativa aperta per il settore del trasporto ferroviario con «importanti gruppi manifatturieri esteri»: per Ansaldo Sts, in particolare, si è parlato nei giorni precedenti di General Electric Trasporti che, secondo indiscrezioni, sarebbe molto interessata all’operazione, includendo nel negoziato anche AnsaldoBreda.
Ma allo stesso tempo vengono fatte pressioni sulla Cassa depositi e prestiti, perché intervenga garantendo l’italianità delle tre società. Il 22 settembre è stato il vice ministro dell’Economia ed esponente del Pd Stefano Fassina a indicare una soluzione che tenga le tre Ansaldo sotto il controllo italiano attraverso la Cassa depositi e prestiti, con la ricerca di partner industriali disponibili.
BASSANINI: «NON SIAMO L’IRI». Ma il presidente della Cassa, Franco Bassanini, non si è fatto scappare i commenti su società quotate e ha ricordato che la Cdp non è come la vecchia Iri: «Siamo una società con missione pubblica che utilizza risorse private. Il risparmio postale è la maggior fonte della nostra provvista, dobbiamo gestirlo oculatamente, e questo fa sì che molte delle cose che governo e parlamento ci chiedono non le possiamo fare e dobbiamo dire di no».
PREOCCUPATI I SINDACATI. I sindacati dei metalmeccanici intanto hanno chiesto un incontro urgente al governo, da cui vogliono «un immediato coinvolgimento», che chiarisca la propria posizione sulle cessioni e che fornisca indicazioni sulla possibilità di utilizzare il Fondo strategico di Cdp per garantire l’italianità di «importanti settori strategici del Paese»: nel caso in cui non abbiano risposte, è pronta a scattare la mobilitazione negli stabilimenti coinvolti. È «indispensabile che Ansaldo Energia e tutto il trasporto ferroviario non vengano ceduti a terzi, senza garanzie su occupazione, tutela patrimonio tecnologico, industriale e di competenze», hanno sostenuto Fim, Fiom e Uilm, che hanno ribadito inoltre la «contrarietà allo spacchettamento di Ansaldo Breda di un patrimonio industriale, leader globale nel segnalamento come Ansaldo Sts».
