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Morire per Danzica

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Ottanta anni fa il conflitto germano-polacco. Ma non ancora la guerra mondiale

 

Oggi vi diranno che ricorre l’ottantesimo anniversario dell’inizio della Seconda Guerra Mondiale, ma vi mentiranno perché devono raccontarvela per forza in modo distorto per non ammettere che le responsabilità ricadono, tutte, su chi la scatenò due giorni più tardi, e cioè Inghilterra e Francia.
Cosa accadde allora quel 1 settembre 1939? Le truppe tedesche varcarono il confine per sostenere la popolazione germanica di Danzica oggetto di azioni di pulizia etnica incoraggiate dagli inglesi.
Danzica, importante porto tedesco sul Baltico, era stata staccata dalla madre patria dagli apprendisti stregoni del Trattato di Versailles. Pur godendo di uno statuto extraterritoriale era stata incastonata nei possedimenti polacchi ed era una polveriera.

Le pretese di Hitler nei confronti di Varsavia erano la garanzia dell’incolumità della popolazione civile e la concessione di un’autostrada e di una linea ferroviaria che permettessero alla città tedesca di essere collegata con la Germania, attraversando il cosiddetto corridoio polacco.
Londra, incoraggiata da Parigi, gettava benzina sul fuoco. Spinse strenuamente e ripetutamente al conflitto il governo polacco che, memore della recente vittoria sull’Armata Rossa, s’illudeva di poter battere anche la Wehrmacht. Incoraggiò, finanziò, favorì, armò le formazioni terroriste che assassinavano e torturavano cittadini di Danzica e creò così le condizioni per dichiarare di lì a poco, proditoriamente, la guerra.

La Polonia venne presto sconfitta dai tedeschi e in seguito dai russi che a tradimento invasero la metà del suo territorio, poi annesso da Mosca.
I polacchi vennero gettati avanti dalla provocazione britannica per poi essere traditi completamente.
Nel 1945 i dirigenti polacchi ammetteranno che avevano avuto torto a non accettare le ragionevoli pretese di Hitler, che non erano affatto dettate da manie di grandezza ma da una necessità oggettiva che difficilmente poteva essere ignorata.
Ascoltare i provocatori inglesi sarebbe costata alla Polonia la metà del suo territorio, l’intera classe dirigente, trucidata dai russi, e poi la libertà politica e la sovranità. E sarebbe costata al mondo cinquantacinque milioni di morti, all’Europa la fine della libertà e della civiltà.
La guerra iniziò il 3 settembre, dichiarata dagli aggressori: Francia e Inghilterra.

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