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Noi a cui crollano i ponti

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Editoriale di Svegliati Europa di agosto

Abbiamo due Pontefici ma ci crollano i ponti. Non solo i ponti, basti pensare alla condizione delle strade di Roma, da Quarto Mondo, o a quella delle strade nazionali, da ben altro continente.
Ce la prendiamo giustamente con il Pd, Benetton, le privatizzazioni, le concessioni, ma quanto è a totale controllo pubblico, come la Salerno – Reggio Calabria, sta addirittura peggio.

Il massimalismo semplicista non lascia spazio né a questioni di fondo (il sistema capitalista), né a proposte di buon senso. La gazzarra che imperversa particolarmente nei social manda in vacca quanto di buono sta facendo un governo di apprendisti (guerra alle Ong sull’immigrazione). Il timore che Conte alla fine ceda alle sirene di Trump e ci utilizzi come merce di scambio e carne da macello non è necessariamente fantascienza. Il Presidente americano si offre di fornire un paracadute a nostre politiche economiche che metterebbero in crisi l’emancipazione europea dal controllo statunitense. Le tentazioni d’intervenire sulla valuta per quella svolta da furbi pezzenti della svalutazione sistematica, una linea che Mussolini aveva rigettato con determinazione  e con profonda indignazione, serpeggiano. Gettonate in modo particolare da un populismo estremo che si vorrebbe neofascista ma lascia sbalorditi per la sua pochezza e per l’ignoranza della propria cultura di riferimento.

I destini d’Italia e d’Europa si decideranno nei prossimi mesi nella partita interna al populismo italiano? Non è improbabile. E poiché se una cosa in cui eccelliamo sono i crolli strutturali, specie quelli morali, dobbiamo fare molta attenzione per evitare che il populismo sfugga e s’incammini in un’imbarazzante processione verso il Tempio del Dollaro.

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