venerdì 20 Febbraio 2026

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Perché twitter Francia potrebbe ritenerlo blasfemo

Twitter dovrà rivelare i dati personali degli utenti francesi che hanno pubblicato tweet antisemiti: un tribunale di Parigi ha infatti respinto il ricorso della società contro una precedente sentenza che la obbligava a farlo.
Non è certo, tuttavia, che questa decisione scriva la parola fine sulla vicenda, poiché il servizio di micro-blogging non ha ancora rivelato nessuna delle identità richieste e ora starebbe pensando a un secondo appello, in base a quanto riferito dalla portavoce dell’azienda.
Il caso risale all’ottobre 2012. L’oggetto della contesa era l’hashtag #-unbonjuif (”un Ebreo buono”), che divenne il terzo più popolare sul sito, seguito da altri, non meno inquietanti, come #unjuifmort (un ebreo morto). L’Alta Corte di Parigi sentenziò a gennaio di quest’anno che il social network doveva rivelare i dati dei suoi utenti direttamente alla Unione francese degli studenti ebrei (UEJF) a ad altre quattro associazioni, se richiesto.
Twitter, invece, bloccò correttamente i post pubblicati in Francia, ma fece ricorso contro la decisione di consegnare gli ID dell’utenza coinvolta, sostenendo d’avere base negli Stati Uniti e d’essere quindi protetta dal Primo Emendamento che garantisce libertà a qualunque tipo di opinione. Inoltre, il sito ribadì che era già possibile alle autorità richiedere i dettagli personali di un utente Twitter, passando però attraverso un trattato di assistenza giudiziaria siglato MLAT, in un luogo tra la Francia e gli Stati Uniti. Per tutta risposta, l’Unione degli studenti ebrei francesi (Uejf) decise di fare causa a Twitter per 38,5 milioni di euro.
Si giunge così a mercoledì scorso, quando la Corte d’appello di Parigi ha stabilito che l’impresa non è riuscita a presentare prove convincenti a sostegno del suo rifiuto. Twitter non sarebbe riuscita a creare un modo “facilmente accessibile e visibile” per comunicare al team di gestione del sito l’apparizione di qualsiasi contenuto considerato una “apologia di crimini contro l’umanità e di incitamento all’odio razziale”.
Il presidente dellUejf, Jonathan Hayoun, ha dichiarato in questi giorni che Il social network non dovrebbe “giocare con il sistema legale francese” e ha sottolineato che “Twitter non ha fatto alcun progresso per quanto riguarda il rispetto delle leggi” del Paese. Alcuni utenti di Twitter hanno elogiato la decisione della corte, con la creazione di hashtag come “Well done # UEJF”.

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