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Non passa lo straniero

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Il sindaco disobbedisce al prefetto

Di Trenzano fuori da Brescia probabilmente non se ne conosce l’esistenza. Male. Un Paese bresciano ha la sua identità. Conosciuta? Non da tutti. Riconosciuta? Dipende, dipende dal sindaco e dalla voglia che ha il primo cittadino di non fare da zerbino al potere centrale, alle decisioni calate dall’alto. Le rivoluzioni partono dal basso? Appunto, dalle piccole piazze come quella di Trenzano il cui sindaco, Andrea Bianchi, ha avuto l’ardire di mettersi di traverso rispetto alla lunga missiva del prefetto di Brescia che ordinava al Comune di dare ciò che appartiene al territorio del Comune alle prefetture: ovvero case per gli stranieri. Neanche per idea, picche, ha risposto il sindaco. La proprietà è privata e garantita dalla Costituzione, replica il signor Bianchi al signor prefetto. Le case non si requisiscono.
E scrive sul suo seguitissimo profilo facebook il sindaco:
“ATTENZIONE: PREFETTURA MINACCIA REQUISIZIONI DI IMMOBILI, ANCHE PRIVATI, PER OSPITARE STRANIERI!Ora la #Prefettura passa letteralmente alle #minacce: #requisizioned’urgenza di idonee strutture pubbliche e private presenti sul territorio e di immediata utilizzabilità, al fine di gestire l’ospitalità nei confronti di ristretti numeri di #stranieri.A quanto pare per gli stranieri le #risorse questa Prefettura le ha, dato che è disponibile ad illustrare i connessi aspetti amministrativi e FINANZIARI.Niente male se si considera che la stessa a Trenzano, come in molti altri Comuni bresciani, sostiene di non avere nemmeno le risorse per rinnovare il contratto di locazione della Caserma dei #Carabinieri e a quest’ultimi passa risorse molto al di sotto di quelle necessarie per garantire il servizio che spetterebbe di diritto ai cittadini #ITALIANI contribuenti.

 

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