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Non tutto è meglio con Coca Cola

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Anche come colonia americana siamo alla frutta

 

Fino a oggi abbiamo sempre parlato dell’azienda più famosa del mondo in termini positivi, rispetto alla volontà della company di salvaguardare posti di lavoro e dare spazio ai giovani.
Purtroppo questo trend positivo è costretto a interrompersi. Infatti, lo stabilimento Coca Cola di Cagliari ha intenzione di attuare un piano di riorganizzazione delle attività produttive che dovrebbe coinvolgere 350 lavoratori e che ha in previsione “il superamento della produzione nello stabilimento e l’esternalizzazione di alcuni pezzi della logistica”.
“Un altro terribile colpo alla già precaria economia italiana e in particolare modo a quella già ampiamente in sofferenza e ferita gravemente, soprattutto dalle multinazionali, della regione Sardegna”. Così è stata commentata la decisione dalla Coca Cola Hbc Italia dal Segretario Nazionale della Ugl Agroalimentare Paolo Mattei. Continua: “La chiusura dello stabilimento di Cagliari e le altre misure proposte dalla multinazionale per ridurre i costi non ci convincono; sarà difficile credere che il brand più famoso al mondo sia stato colpito dalla crisi al punto da dover superare 350 posizioni lavorative. Lo sciopero di otto ore programmato per il 22 Novembre vedrà la nostra adesione e rappresenterà l’inizio di un’azione di lotta tesa a scongiurare misure drastiche”.
La risposta dei sindacati Fai, Flai e Uila non si è fatta attendere e insieme hanno deciso di proclamare otto ore di sciopero, a livello nazionale, per il prossimo 22 novembre. Lo annuncia il segretario nazionale della Uila-Uil Pietro Pellegrini: “Vogliamo far sentire la nostra voce» – ha spiegato Pellegrini – «affinché il gruppo receda da decisioni che penalizzano, in particolare, una regione già duramente colpita da problemi occupazionali. Forti delle buoni relazioni sindacali che, da sempre, caratterizzano il gruppo, siamo pronti a trovare, insieme all’azienda, delle soluzioni lavorative alternative o, eventualmente, un adeguato piano sociale per sostenere i lavoratori”.

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