A noi preme la verità: tenetevi le vostre punizioni farsesche
Che ci siano degli indagati per Acca Larentia, trentacinque anni dopo la strage è una notizia che può anche farci piacere.
Può farci piacere perché ci da l’impressione che davvero qualcosa si possa fare per rimuovere quella cappa di silenzio e, peggio, di distorsione, che ancora soffoca la storia dei nostri Caduti e persino dei nostri prigionieri.
E’ necessario un impegno serio e meticoloso, già in larga parte in atto, perché si possa infine scrivere la storia liberandola dalle falsità e dalle devianze imposte dagli agitprop, dai commissari politici, dagli infettatori di setta, di loggia e di partito che hanno accompagnato la lunga evoluzione sanguinosa del mai disciolto CLN che, in combutta con tutte le altre forze internazionaliste e mafiose, ha sprofondato la nostra Nazione nella condizione di un Paese avvilito, occupato, sfruttato, svenduto. E che per farlo ha versato fiumi di sangue di gente comune e, nell’odio e nella funzionalità, ha scelto come bersagli e capri espiatori i neofascisti.
A noi, che abbiamo fatto fronte a testa alta, a noi che abbiamo avuto decine e decine di Caduti per i quali nessuno ha mai cercato di fare giustizia, a noi che siamo stati accusati dei crimini altrui, delle stragi commesse da quegli stessi che avevano esordito in via Rasella, che avevano assassinato Giovanni Gentile, che facevano deflagrare ordigni nei mercati di frutta di Milano, a noi che siamo stati accusati delle collusioni con i servizi che proprio i nostri accusatori praticavano con regolarità scientifica da tempo immemore, a noi preme la verità che da sola è giustizia.
La verità la stiamo facendo emergere giorno per giorno.
Questo è motivo di vanto. La “giustizia”? Non parlo solo per me, ho sentito e riporto quello che pensano più o meno tutti i camerati sopravvissuti agli agguati vigliacchi di quei “guerriglieri” armati dai servizi speciali della polizia, protetti da organizzazioni internazionali sostenute da servizi italiani, sovietici, francesi, israeliani, tedeschi e americani in orgiastica compartecipazione, coperti dai soviet della Magistratura e dalla cortina fumogena della stampa asservita, vigliacca e complice.
Nessuno cerca quella “giustizia” che sarebbe la semplice punizione, a decenni di distanza, di qualche pesce piccolo abbandonato dai veri colpevoli che stanno talmente in alto che nessuno avrà mai il coraggio d’infastidire.
Se la verità di Acca Larentia diverrà di pubblico dominio, così come quella di tutte le stragi di cui, sia chiaro, le istituzioni conoscono i colpevoli da subito, e come possiamo provare (e lo faremo a breve) ne hanno le prove agli atti ma le hanno sempre silenziate e continuano a farlo anche oggi benché di tutte quelle stragi gli esecutori materiali siano morti da tempo, non potremo che essere contenti.
Ma se qualcuno pensa che ci possa far piacere che qualche sciagurato imbecille paghi a decenni di distanza portandosi sulle spalle il peso dei suoi pupari, si sbaglia di grosso.
La vostra “giustizia” tenetevela: siete fuori tempo massimo e non siete credibili.
