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Obiettivo raggiunto

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Con l’Imu oltre ai portafogli si disintegrano le famiglie

 

Nuovi single. Persone che si sono separate dal compagno o dalla compagna e lasciano la casa dove vivevano in coppia. Alcune decine in due mesi. Troppi casi, troppe segnalazioni. Ed ecco che il sospetto si insinua e poi diventa certezza: finti cambi di residenza per poter pagare l’Imu come prima casa anche per gli altri immobili di proprietà.

A Massa ha preso piede un’abitudine che nelle grandi città è già in voga da un paio di anni: coppie sposate che si separano sulla carta, ma che poi continuano a convivere, per ottenere agevolazioni per il nido e sconti per la mensa. Ora tocca all’imposta municipale unica, e alla stangata sulla seconda casa che nessuno vuol pagare.

Ma per coloro che pensano di “gabbare” Comune e Stato c’è la triste constatazione che la separazione possa non bastare. Visto che con l’Imu si ritiene prima abitazione quella del nucleo familiare. Quali i rischi? Se si dichiara il falso davanti a un giudice si va nel penale.

C’è addirittura chi prova a cambiare residenza anche se nell’altra casa c’è un inquilino. Il locatore chiede di togliere la residenza all’inquilino e di lasciare l’immobile per un paio di settimane. Poi tutto torna come prima. Impiccio o escamotage, decidete voi, messo però nel mirino dalla Guardia di Finanza. E l’Agenzia delle entrate non sta a guardare.

C’è poi chi cambia residenza da un comune all’altro. A Marina di Massa, ad esempio, la tassa sulla casetta al mare potrebbe costare sino duemila euro annui. E allora i proprietari cercano di diventare cittadini massesi. Poco furbi però, perché proprio da loro inizieranno le verifiche incrociate.

Tutti ci provano a sfuggure alle grinfie degli scherani di Montingham.

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