Un soggiorno a Gaza ha dato l’idea
Una mappa per fare un bird watching particolare. Disegni e sagome per capire di quale drone si tratti. Sempre che si riesca a scorgerli, visto che spesso volano altissimi ma sono vicinissimi con i loro apparati. A creare l’originale tabella l’olandese Ruben Pater, di professione designer. Ha raccontato che l’idea gli è venuta dopo aver visto gli abitanti di Gaza osservare i velivoli senza pilota israeliani. Li filmavano, quindi li schedavano per distinguere i droni armati da quelli impiegati per la ricognizione.
MACCHINE DA GUERRA LETALI – I mezzi sono una costante nei cieli dove si combatte un conflitto. Dalla Siria al Pakistan. Prima gli americani e gli israeliani, poi i britannici e gli inglesi li hanno trasformati in macchine da guerra letali. Sono come agenti, guidati a distanza, con licenza di uccidere. In molte regioni hanno soppiantato l’operativo che si infiltra e agisce. Anzi, il connubio tecnologia-armi, la possibilità di restare per ore in agguato ne hanno fatto il sistema preferito. Certo, sono precisi, terrorizzano i terroristi, ne riducono i movimenti ma sbagliano. L’ultimo episodio pochi giorni fa nello Yemen, con un convoglio diretto ad un matrimonio incenerito da un drone americano. Una dozzina i civili falciati in pochi secondi.
