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Passaporto elettronico: ancora un anno

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Se avete seguito la vicenda dell’introduzione del passaporto elettronico lo scorso novembre siete già un passo avanti. Altrimenti gioverà il seguente microriassunto: l’Unione Europea ha deciso di introdurre il passaporto elettronico, un passaporto ovvero dotato di un microchip di dati e misure biometriche della persona difficilmente falsificabili.

Questo anche in seguito ad esplicite richieste in materia di sicurezza degli Stati Uniti, che premono per l’introduzione di questa misura a fronte della possibilità di entrare negli USA senza visto. La risoluzione dell’UE con cui si assume come passo necessario per i 25 stati membri la progressiva trasformazione dei passaporti da “normali” in elettronici, con ovvero questo famoso microchip intessuto nella copertina, è datata 18 febbraio. In Italia, apparentemente uno dei paesi all’avanguardia nel campo, l’introduzione dei nuovi passaporti, già sperimentata a livello di prototipo, avverrà, notizia di pochi giorni fa, entro settembre 2005. Il dato fondamentale di questa vicenda, è l’introduzione delle misure biometriche. Specificatamente la “immagine del viso” tramite foto digitale e in seconda battuta le impronte digitali verranno raccolte da appositi “centri di iscrizione”, ed è presumibile che in un secondo tempo gli stessi dati potranno essere utilizzati per una futura carta d’identità digitale. Qualcuno pensa che stiamo vicini alla marchiatura elettronica, e difatti già da ora l’adozione di questo provvedimento pare travalicare i confini dei poteri della UE. Fatto sta che ciò che dovrebbe essere realmente visto come inquietante è la progressiva raccolta a tappeto di dati biometrici, per ora foto del viso ed impronte digitali, ma un domani, chissà, il dato dell’ iride (ovvero il modello matematico dell’iride, dato per ora scartato per la complessità ed i costi dell’operazione), o il DNA o addirittura caratteristiche comportamentali come l’andatura della persona (e non appaia tutto troppo fantascientifico: è solo questione di tempo). Insomma la tendenza ad ottenere il massimo di informazione sulla persona trova nei futuri “centri di iscrizione” per il passaporto – e successivamente per la carta d’identità- l’ideale mezzo di schedatura, ottenuta con il solito cavallo di Troia della “sicurezza”. E quando un domani, sempre per il nostro bene ovvio, le carte di identità arriveranno a contenere TUTTA la nostra storia personale, dalla scuola alla vita professionale. dal conto in banca alla nostra storia medica -quando ovvero la nostra vita sarà tutta in un chip, di cui noi saremo solo i depositari, perché in fondo nemmeno più nostro: ebbene non stupiamoci più di tanto: perché siamo già sulla buonissima strada. Ma quanto saremo più sicuri!

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