mercoledì 18 Febbraio 2026

Passato e in libertà

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L’uomo che scalpitava sussurrando ai cammelli

 

Gianfranco Fini, il beduino beneficiato dal doppio zampillo di petrolio (Mani Pulite e l’avvento di Berlusconi) ogni volta che ha fatto di testa sua ha combinato tanti di quei danni da meritare d’ufficio una candidatura alla segreteria nazionale del pd.
Frenata in corsa di An, catastrofe dell’Elefantino, errori di calcolo nella costituzione del Pdl, accettazione della carica di Presidente della Camera che porta sfiga o comunque li elimina tutti (la Pivetti, Bertinotti, Casini e infine lui).
Abbagliato da due sirene (i suoi padroni inglesi di loggia e la sua ambiziosa signora) provò ad affondare Berlusconi colpendolo alle spalle. Ci riuscì quasi ma il suo aborto “Futuro e Libertà” , una sorta di partito radicale moderato con sfumature da Pri di La Malfa e impregnato fino all’osso della mentalità rautiana, era così improponibile e privo di spazi che nemmeno nei bar dell’antagonismo neofascista si sarebbero sognati di proporlo.
Ora forse i padroni gli daranno un posto in qualche fondazione.

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