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Passi sicuri, passi pesanti e lenti

In gamba: è autarchia!

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nonsprecare.it

La tecnologia è ancora nella fase iniziale del suo sviluppo, ma promette bene per il futuro: le mattonelle che producono energia con i passi dei pedoni sono ormai diffuse in circa 50 paesi del mondo. E tra questi, oltre all’Inghilterra, dove sono nate, ci sono anche gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi, l’Australia e Hong Kong. E anche in spazi iconici del mondo, tra cui la passerella lineare più lunga del mondo sullo Sports Boulevard in Arabia Saudita, una pista da ballo a Trafalgar Square e l’area degli impianti sportivi di Wimbledon, la sede centrale della Coca Cola.
In generale le mattonelle che producono energia vengono utilizzate nelle aree pedonali delle città, nelle piazze, in edifici pubblici, all’interno di progetti di riqualificazione urbana, e anche in occasione di specifici eventi.
Il brevetto è stato lanciato già da qualche anno dall’azienda inglese Pavagen e prevede un pavimento che, grazie all’energia cinetica, converte i passi in energia rinnovabile per le illuminazioni a LED, anche nelle scuole, come si è visto proprio in Inghilterra.

I progressi che si attendono da questa tecnologia riguardano i suoi limiti attuali. Innanzitutto la scarsità di energia che viene prodotta: 2-5 joule per singolo passo. Per avere un’idea di questa misura, uno smartphone acceso per 1 secondo consuma tra 1 e 3 joule di energia, mentre per caricarlo completamente servono circa 40mila joule. E per tenere accesa una lampadina da 60 W per un’ora, c’è bisogno di consumare 216.000 joule. L’altro problema è il costo, ancora alto rispetto al rendimento: si parte, infatti, da 300-500 euro a mattonella e si arriva fino a oltre 2mila euro.
Intanto, Pavagen continua a raccogliere fondi per migliorare e diffondere in tutto il mondo la sua tecnologia, e nell’estate del 2025 è riuscita a fare cassa con sottoscrizioni da parte di 700 investitori che hanno versato quasi 2 milioni di sterline (circa 2.3 milioni di euro) attraverso un crowdfunding gestito dalla piattaforma Crowdcube.

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