mercoledì 18 Febbraio 2026

Per combattere la crisi

Più letti

Global clowns

Note dalla Provenza

Colored

altPresentate le proposte di Polaris

6 marzo 2012. Alla Biblioteca Rispoli, in piazza Grazioli, Roma, il Centro Studi Polaris ha proposto le sue misure nei confronti della crisi, del debito e dell’Europa.

Presentazione generale del presidente Paolo Caioli che ha spiegato come una filosofia economica basata sullo sviluppo, sulla salvaguardia delle risorse nazionali, su concezioni sociali e sulla non sottomissione alle imposizioni di casta e di finanza sia tecnicamente possibile.
Se si presentano soluzioni fattibili e si mandano a spasso i falsi profeti e coloro che parlano di ineluttabilità del disastro si può in effetti cambiar rotta.
A questo sforzo si dedica il Centro Studi Polaris che ha prodotto un programma alternativo partendo da questi presupposti e che intende riuscire a trasformarlo in progetto di legge disponibile per chiunque lo voglia proprorre o applicare.

Quindi il caporedattore Gabriele Adinolfi ha esposto un progetto per l’Europa, unita ma confederata, con controllo politico sulla Banca Centrale, a sviluppo armonico ma autonomo di tre aree omogenee tra loro (sulle direttrici Parigi-Berlino-Mosca; Roma-Budapest-Kiev; Madrid-Roma-Atene) e con lo sviluppo di relazioni economiche, energetiche  e diplomatiche sulle direttrici mediterranea ed eurasiatica. Per perseguire questi obiettivi – ha proseguito Adinolfi – bisogna uscire dal fondamentalismo calvinista e monetarista che oggi domina le burocrazie continentali e si deve anche spostare l’obiettivo da quello oggi imperante e assolutistico di “stabilità finanziaria e controllo dell’inflazione” ad un trittico che includa “crescita del Pil” ed “equità sociale”. Serve più Europa ma diversa Europa, una terza Europa tra eurocrati ed euroscettici.

Daniele Lazzeri ha posto l’accento sulla forza dell’Euro che non ritiene a rischio e ha definito la macelleria sociale oggi in atto come l’effetto di due fattori congiunti. La dittatura del fondamentalismo monetarista da un lato (che rastrella il risparmio ed il demanio senza concedere nulla) e la sottomissione dell’attuale classe politica italiana che, a differenza di altre che gestiscono le rispettive cessazioni di sovranità portando comunque a casa dividendi d’interesse nazionale, funge da esecutrice testamentaria per conto terzi fino a sabotare non solo gli asset strategici italiani ma anche le linee di sviluppo estero incompatibili con interessi geopolitici delle potenze, europee o extracomunitarie, cui i governanti italiani fanno riferimento.

Giampaolo Bassi ha spiegato ogni punto del progetto “Combattere la crisi”, approntato da un’équipe di economisti, fra cui lui stesso, che fa parte del Centro Studi.
In chiusura di un primo ciclo di studi il progetto (che proponiamo separatamente) è ora aperto a discussione e ad accogliere qualsiasi apporto anche volontario (redazione@centrostudipolaris.org).  Dopo di che si opererà nell’obiettivo di farne la base di una proposta di legge.
Durante l’esposizione puntigliosa, Bassi non ha perso occasione di rammentare come diverse leggi comunitarie siano costantemente aggirate in Germania e in Francia da misure protezionistiche locali, e ha anche sottolineato che l’Italia, ufficialmente terzo contribuente della UE ma fattualmente primo per la sua incapacità di metterne a frutto i fondi che ritornano puntualmente al mittente, abbia un peso contrattuale che non sfrutta mai per incapacità o indolenza dei suoi politici.
Bassi ha poi esposto i vari punti del programma che punta a risanare le finanze e a ricomprare il debito estero.
 

Ultime

La pila di Baghdad

Fonte energetica o a uso rituale?

Potrebbe interessarti anche