Impresa a Perugia
È stata eseguita con successo all’ospedale di Perugia la prima terapia genica per l’emofilia B in Umbria. Protagonista la medicina interna e d’urgenza stroke unit, diretta dalla professoressa Cecilia Becattini.
A beneficiarne un ventenne, primo paziente trattato in regione e quarto in Italia, con terapia genica indicata per gli adulti con emofilia B grave e moderatamente grave (deficit congenito del fattore nono).
L’Azienda ospedaliera ha spiegato che la terapia genica per l’emofilia B rappresenta un trattamento ad altissima specializzazione, che richiede un’organizzazione multidisciplinare di eccellenza, competenze cliniche altamente qualificate e il rispetto di rigorosi standard di qualità e sicurezza. Si tratta di una terapia disponibile ancora in un numero molto limitato di centri a livello nazionale e internazionale. In Italia – si legge nella nota del Santa Maria della Misericordia -, sono tre i centri che hanno avviato questo percorso terapeutico: Perugia, Milano e Napoli, “confermando il ruolo dell’Azienda ospedaliera di Perugia nell’ambito delle cure altamente specialistiche e innovative”.
“Questo intervento rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo” sottolinea Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia. “L’avvio di questo trattamento – aggiunge – rappresenta un importante passo verso il futuro e conferma la capacità della Regione Umbria e del suo sistema sanitario regionale di investire nell’innovazione, nell’alta specializzazione e nelle nuove opportunità di cura. Un risultato reso possibile dalla lungimiranza delle nostre Istituzioni e dal lavoro di una rete di professionisti sanitari altamente qualificati, che consente oggi di offrire anche in Umbria trattamenti di elevata complessità, evitando ai cittadini di dover ricorrere, quando possibile, a cure fuori regione”.
