elledecor.com
Dopo secoli trascorsi ad ingrandire le piazze per farci stare mercati, processioni, rivoluzioni e l’inevitabile piccione monumentale, abbiamo finalmente scoperto che anche restringerle può diventare materia d’orgoglio civico. Il titolo di piazza più piccola del mondo, ufficioso quanto delizioso, se lo contendono Torino e Santa Maria a Monte, nel Pisano, in una gara dove il metro-quadrato diventa tanto argomento municipale quanto ti pura diplomazia.
Torino: 10 metri quadrati e una targa
Torino schiera Piazzetta Beata Vergine degli Angeli, nascosta accanto alla chiesa della Madonna degli Angeli, fra via Carlo Alberto e via Cavour. Le misure più citate le attribuiscono circa 3,30 metri per 3,11, cioè 10,26 metri-quadrati: tre passi ben amministrati e si è già dall’altra parte. Altre rilevazioni parlano di circa 17 metri-quadrati, lasciando comunque la cifra a una unità utile per il titolo ambito. La piazzetta possiede una targa e perfino il numero civico 1, dettagli che in una competizione simile acquistano un peso non da poco. Tornando indietro nel tempo, la toponomastica sabauda registra la piazzetta dal 1877, riconoscendole dignità autonoma rispetto alla piazza maggiore che la ospita: una porzione di suolo rimasta libera dai lavori edilizi, formalizzata invece di essere riassorbita nel costruito.
Santa Maria a Monte: la piazza abitata
A circa 300 chilometri di distanza, nel Valdarno pisano e ben lontani per scala dal Campo dei Miracoli, Santa Maria a Monte replica con Piazza Venezia, e già il nome, che promette grandi prospettive e cerimonie solenni, consegna circa 30 metri-quadrati incuneati fra le case del borgo. Qui, dove sembrerebbe essersi soffermato con interesse perfino Leonardo, il primato nasce da un fenomeno che gli urbanisti chiamano tabernizzazione: la sua forma deriva dall’evoluzione dell’impianto medievale, con antiche corti progressivamente occupate da edifici sempre più minuti, proprio dove oggi vi si aprono gli ingressi di tre abitazioni. Qui nasce l’argomento toscano: una piazza si misura anche attraverso ciò che vi accade. Si entra, si esce, ci si incontra, si abita. I quasi 20 metri-quadrati concessi agli avversari vengono così recuperati sul terreno della vita urbana.
Un primato senza arbitro
Seppur nessuno dei due comuni possiede una certificazione internazionale, il record diventa allora una piccola commedia italiana della classificazione, dove Torino porta i centimetri, mentre Santa Maria a Monte porta tre porte di casa. Un arbitro internazionale capace di chiudere la disputa, per ora, manca, ma resta il risultato migliore: due luoghi italiani sono riusciti a dimostrare che perfino per occupare meno spazio degli altri occorrono ampie vedute.
