Lo Sceriffo di Montingham ed Equitalia esasperano ancor prima di farsi la grande abbuffata
E’ chiuso nel carcere di Bergamo l’imprenditore Luigi Martinelli, 54 anni, che, armato, ha preso in ostaggio clienti e dipendenti dell’Agenzia delle entrate a Romano di Lombardia (Bergamo) e si è arreso solo dopo sei ore. Ha trascorso la notte nella caserma dei carabinieri e poi è stato condotto al carcere, dove dovrà svolgersi l’interrogatorio di garanzia. L’accusa nei suoi confronti è sequestro di persona, che può costargli da sei mesi a otto anni di carcere. E tutto per un piccolo debito, il canone Rai e poco altro.
Il dietrofront su Monti. “Il presidente del consiglio Mario Monti aveva dato la disponibilità di parlare con l’uomo”, ha rivelato il procuratore capo di Bergamo, Massimo Meroni. “Naturalmente – ha precisato – se ci fosse stato bisogno”. Poche ore dopo la secca smentita di Palazzo Chigi: nessuna disponibilità da parte del premier. Il procuratore ha aggiunto che le due pistole (calibro 22 e 6.35) e il fucile a pompa calibro 12 erano detenuti legalmente dall’uomo, che però aveva il porto d’armi a uso caccia scaduto. Gli inquirenti hanno confermato che l’uomo ha sparato un solo colpo con il fucile che aveva nascosto sotto il giubbotto. Tutte le altre armi erano in uno zainetto mimetico.
“Un debito da 2.000 euro”. Equitalia fa sapere che il debito di Martinelli ammonta a “circa 2mila euro ed è relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media pianura bergamasca”. Per tali debiti Equitalia “non ha attivato alcuna azione esecutiva di recupero. Nel 2001 al signor Martinelli era stata notificata una cartella di oltre 32mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l’adesione al condono”. I parlamentari leghisti Roberto Calderoli e Giacomo Stucchi hanno incontrato in carcere Martinelli. Calderoli ha parlato di “situazioni estreme, causate anche dall’esasperazione nei confronti di uno Stato che sembra veramente considerare il cittadino solo alla stregua di un suddito da spremere. Intanto durante il colloquio è emerso che il Martinelli aveva un debito di 44mila euro, una somma ben più consistente”. Calderoli ha aggiunto che “nel corso del nostro colloquio abbiamo messo a disposizione dell’interessato la possibilità di essere difeso da un avvocato di fiducia, individuato nella persona di Matteo Brigandì, il quale ha già manifestato la sua piena disponibilità a difenderlo”.
‘Non ho mai pensato al suicidio”, ha detto Martinelli al senatore Calderoli. “Volevo vedere Monti per rappresentargli non tanto il mio disagio personale – ha spiegato l’uomo – quanto un problema più generale”. Sono queste le frasi che hanno maggiormente colpito l’ex ministro.
