Home Tempi Moderni Punisci il padre per castrare ogni maschio

Punisci il padre per castrare ogni maschio

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Si salvi chi può ma soprattutto chi vuole

Il figlio di sei anni non voleva leggere e così il padre gli ha dato uno schiaffo. Un ceffone di quelli che arrossano le guance: il gesto è costato al genitore una condanna a un mese, pena sospesa, per abuso dei mezzi di correzione. A denunciare il marito, ora diventato ex, era stata, qualche anno fa, la mamma del bambino. Per la donna il tribunale di Arezzo ha previsto anche un risarcimento.

La vicenda, lo schiaffo, risale risale al 2009 ed è avvenuto nella Valdichiana aretina. Quell’episodio è stato rievocato oggi in tribunale ad Arezzo davanti al giudice Manuela Accurso Tagano. A sostenere l’accusa in aula il pm Bernardo Albergotti.



Stando a quanto ricostruito durante il dibattimento, la madre del piccolo, rientrata a casa dal lavoro, aveva notato il segno di uno schiaffo nella guancia arrossata del bambino. A quel punto avrebbe chiesto al padre di spiegare il perchè e lui si sarebbe giustificato dicendo che il bambino non voleva leggere. In casa ci sarebbe stato anche il figlio più grande dell’uomo, avuto da un precedente matrimonio. A quel punto è stato richiesto l’intervento dei carabinieri ed è scattata la denuncia.



Il bambino, in conseguenza di quanto accaduto, non è andato a scuola per alcuni giorni. L’uomo è stato giudicato colpevole e condannato a un mese e a risarcire la parte civile rappresentata dalla ex moglie. La coppia infatti si è separata due anni dopo quello schiaffo. 



Soltanto pochi giorni fa un padre è stato condannato, in Francia, a 500 euro per una sculacciata al figlio di nove anni che non lo salutava con il “buongiorno” e che quando il genitore lo rimproverava dicendogli di usare le buone maniere lui rispondeva “non ne ho voglia”. Quel padre ha ammesso di aver sculacciato il figlio e ha difeso davanti ai giudici i suoi metodi “educativi”: “Non condivido la moda di non dare più lezioni ai bambini” ha spiegato. Ma i giudici lo hanno condannato per “violenza su minori e umiliazioni”. La sentenza ha fatto molto scalpore in Francia dividendo l’opinione pubblica in favorevoli e contrari.

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