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Putin resta un fico ma…

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Tutti quelli che lo idolatrano come il difensore di non si sa bene quale tradizione

anche se non avessero colto che da tempo gioca a Yalta2 con gli americani, anche se simpatizzano comunque per lui, anche se – per quel che lo riguarda – nulla troviamo da eccepire, leggano questa frase e trovino la differenza. E se non la trovano si chiedano quando hanno sbagliato porta nella vita.

“Il nazismo sarebbe rimasto in piedi senza la durezza di Stalin. L’Urss non avrebbe sconfitto l’invasione nazista se Stalin non fosse stato così implacabile. Quali sarebbero state le conseguenze se avessimo perduto? Catastrofiche!” Queste le parole di Putin al Museo di storia di Mosca a pochi giorni dalla ricorrenza della Rivoluzione d’ottobre.

Ci sta bene che Putin sia fedele alla sua storia e ai suoi predecessori e che si voglia neostalinista contro i neotrozkisti. Un po’ meno bene ci sta che per salvare il salvabile rilanci la “guerra fredda” facendo leva sull’antifascismo e sulla criminalizzazione delle idee.
Molto ma molto meno bene ci sta che alcuni, pur di avere un salvatore onirico, anziché porsi in piedi e dignitosamente in relazione a chi usa di questi toni e di questi riferimenti e si pongano in dialettica si prosternino da sciuscià fingendo che nulla succede.
Noi che sappiamo bene che le conseguenze di quella guerra sono state catastrofiiche  proprio perché i vincitori non l’hanno perduta, non cadiamo in questa suggestione di dissociazione.
Bene fa Putin a dire quel che dice, Attendiamo che coloro che elemosinano rubli abbiano almeno la dignità di rispondergli a tono.
Tra alleati di matrice diversa si fa così. Ma alleati non significa servi e in quanto alla matrice diversa…. Se sotto l’abito c’è solo uno spaventapasseri, allora…

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