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Qualche prova prima della partenza

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L’assassino dell’EUR voleva andare in Israele per combattere Hamas.

Sedici telecamere. Nove funzionanti e almeno una puntata sul cortiletto ancora sporco di sangue. Per ricostruire cosa sia realmente accaduto oltre il cancello di via Birmania 86, gli agenti della scientifica tra domenica e ieri mattina hanno smontato e sequestrato il sistema di videosorveglianza della villa dell’orrore. Le registrazioni sono già state consegnate agli investigatori della squadra mobile: ora spetta ai poliziotti coordinati da Renato Cortese ricomporre i pezzi del folle piano di Federico Leonelli, il 35enne che domenica mattina ha decapitato la colf di casa, l’ucraina Oksana Martseniuk, per poi morire sotto i colpi esplosi dalle Beretta di ordinanza degli agenti arrivati sul posto dopo la chiamata al 113 dei vicini di casa.

Parla il proprietario della villa: “Voleva andare in Israele”

La prima missione del procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e del sostituto Luigi Fede, infatti, è fare luce su tutti i punti ancora oscuri nell’aggressione che è costata la vita alla 38enne dell’est. Determinante in tal senso sarà il risultato dell’autopsia sul corpo della donna di servizio: i medici legali del policlinico Tor Vergata oggi dovranno chiarire se la 38enne sia stata violentata e se sia morta prima di essere decapitata o proprio per i colpi al collo inferti da Leonelli. Anche il cadavere dell’assassino sarà sottoposto a tutti gli esami del caso: si punta a capire quanti proiettili abbiano raggiunto l’uomo e quale sia stato il colpo fatale. In ogni caso, per i poliziotti che hanno fatto fuoco contro il 35enne (e che sono stati ascoltati in questura assieme ai vigili del fuoco e ai carabinieri intervenuti sul posto) gli inquirenti propendono per la legittima difesa. Secondo i pm, insomma, gli agenti delle volanti sarebbero stati costretti a sparare per salvarsi la vita ed evitare la furia assassina di Leonelli, che nel frattempo è stato iscritto sul registro degli indagati. Un atto dovuto per permettere alla squadra mobile di concludere tutti gli accertamenti già disposti dalla procura prima di chiudere il fascicolo.

Nel frattempo, sembra attenuarsi la possibilità che a far scoppiare l’ira del killer sia stata l’attrazione per Oksana. Più probabile, invece, che la colf abbia pizzicato il 35enne ad allenarsi con i coltelli. Una cosa che non avrebbe dovuto vedere. Per scavare nel recente passato di Leonelli, gli investigatori hanno a disposizione

 i tabulati del cellulare dell’assassino e il suo computer. I poliziotti nelle prossime ore continueranno a controllare che tra le centinaia di file non si nasconda anche una sorta di diario, una confessione digitata dall’uomo prima di commettere il più sanguinolento degli omicidi.

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