La strage impunita del rogo di Primavalle
16 aprile 1973: un nucleo operativo all’interno di Potere Operaio decide di dare una lezione nell’ottica della lotta di classe. Un nugolo di viziati borghesi dà così fuoco durante la notte all’abitazione della famiglia proletaria Mattei, rea di essere fascista e di rompere quindi i loro schemi mentali.
Dal genocidio si salva buona parte della famiglia ma tra le fiamme periscono Virgilio e Stefano, 22 e 8 anni!
Le indagini inchiodano immediatamente i colpevoli, ma tutta la sinistra, compresi i vertici dell’allora partito socialista, il futuro Premio Nobel, un ex della Repubblica Sociale Italiana, Dario Fo e sua moglie Franca Rame, si mobilita per la liberazione dei colpevoli e anche per inventare ignobili piste false che parlano di faide interne.
Achille Lollo, imprigionato subito, verrà scarcerato dopo l’assoluzione in primo grado di giudizio. Riparerà poi in Brasile dove godrà di appoggi istituzionali nell’ambito della sinistra trozkista e non sconterà la successiva condanna.
Queli imputati contro cui le prove sono schiaccianti verranno condannati non per strage o per omicidio ma per omicidio colposo! Altri verranno assolti o neppure inquisiti.
Uccidere i fascisti non è reato, al massimo è responsabilità obliqua.
