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Quell’accordo non s’ha da fare

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L’UE rinnova gli accordi di cooperazione con la Siria, facendo infuriare i Radicali e gli altri partigiani dell’Europa americanizzata. È ovvio: si può “cooperare” solo con i padroni d’oltre oceano (dove “cooperazione” significa: loro ordinano, noi obbediamo), non con gli “Stati Canaglia” destinati ad essere le prossime prede della campagna di rapina globale.

Al direttore – L’Europa si accinge a rinnovare


l’accordo di cooperazione con un


altro paese dittatoriale: la Siria. Secondo


diplomatici siriani, la firma potrebbe già


avvenire entro la fine del prossimo novembre,


è strano che le fonti non siano europee.


La Commissione europea già si accingeva


a farlo, nel silenzio generale, la


scorsa primavera. Poi, grazie all’intervento


dei deputati radicali durante la seduta


della sessione plenaria di Strasburgo dello


scorso mese di marzo e all’intervento di


alcuni Governi, in particolare Gran Bretagna


e Germania, tutto venne rinviato. La


Siria, come ricorda il libro di Daniele Capezzone


“Euroghost. Un fantasma si aggira


per l’Europa”, è inserita nella classifica di


Freedom House‚ del 2002, al numero 7: il


peggior punteggio in fatto di rispetto di diritti


politici e libertà civili, che fa stare


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