Gli apprendisti stregoni del progressismo che si credono dei ma sono solo dementi
Mentre quasi tutti gli altri meditano di fare marcia indietro sul lassismo migratorio, in Italia i quadri delle cellule sovversive che hanno ottenuto ampi spazi di potere grazie al golpe mondialista del novembre del 2011 cercano di trasformarci in un Paese a maggioranza immigrata.
Neanche a farlo apposta, non appena è partita l’offensiva dello Ius Soli, l’Italia è stata teatro di omicidi e violenze a ritmo forsennato ad opera di immigrati di colore.
Per evitare che la follia dei governanti, acuita dalla follia dei singoli delinquenti, avesse l’effetto opposto a quello che i commissari politici del paradiso infernale sulla terra intendevano ottenere con la loro retorica, si è dovuto frettolosamente ricorrere all’effetto-Balotelli per convincere gli italiani di essere dei razzisti stupidi e ingiusti.
Sicché le risposte dei tifosi romanisti all’ennesima provocazione di un giocatore che viene fischiato in ogni stadio in cui gioca e non perché è nero, visto che non è il solo ad esserlo ma è il solo ad essere oggetto dei lazzi degli sportivi perché è sempre irritante, hanno avuto le prime pagine dei media mentre le tre contemporanee vittime di Niguarda, sempre a Milano, cadevano incredibilmente nel dimenticatoio.
Così è l’informazione: obbedisce a chi comanda. Anche se non è stato eletto da nessuno.
Ma non gliene dice bene una.
Proprio quando l’ombra di Balotelli sembrava esser riuscita a far passare in secondo piano il sangue che, si sa, non conta quanto il pallone, è rimbalzata prima dalla Svezia la notizia delle sommosse razziale e poi dall’Inghilterra quella dei due jihadisti che hanno decapitato un ufficiale inglese con un machete.
Questa “guerra santa” non fa bene agli “integrazionisti”, vieppiù se si calcola che almeno uno degli assassini di Londra è un recente convertito all’Islam e che si tratta, come sempre più spesso accade, di gente di seconda o terza generazione d’immigrati. Il che non può non farci porre domande sulla fondatezza di certi luoghi comuni progressisti.
Pensando all’Inghilterra non si può fare a meno di considerare che se l’è ben voluta, visto che da tempo è il santuario della Jihad, proteggendo Fratelli Musulmani e Fis, armando Al Qaeda e avendo rapporti assai ondivaghi con i Talebani. Giocando col fuoco ogni tanto ci si scotta.
Ma proprio questo è il problema centrale: i forsennati incendiari che ci governano e che pretendono di essere i depositari del progresso universale, rischiano davvero di sprofondarci in guerre razziali e religiose, per combattere le quali non serve la partecipazione collettiva e neppure una mobilitazione di massa, bastano piccole minoranze fanatiche. Quelle stesse che le classi dirigenti occidentali stanno armando per inseguire degli interessi particolari e/o per compiacere l’odio angloamericano dell’Europa.
Guardando a Londra, a Stoccolma e a Roma non si può essere ottimisti. Se non fermiamo questi irresponsabili che si credono dei e che pretendono nientedimeno che di modificare nazioni, etnie, religioni, culture, economie e sessi secondo i loro capricci ideologici, essi ci sprofonderanno in guerre civili, etniche, religiose che nessuno vuole ma che gli apprendisti stregoni finiranno col provocare sicuramente.
