martedì 17 Marzo 2026

Se glielo avessero detto non ci avrebbe creduto

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“Non credevo arrivassero a tanto”. Dominique Strauss Kahn esce allo scoperto e per la prima volta accusa gli avversari politici legati a Nicolas Sarkozy e il partito dell’Ump di aver distrutto la sua candidatura alla presidenza francese architettando lo scandalo a sfondo sessuale di cui è stato protagonista lo scorso anno quando fu accusato di stupro nei confronti di una cameriera dell’hotel Sofitel a New York.
In un’intervista esclusiva pubblicata dal Guardian, l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale punta il dito contro i suoi avversari sostenendo che la rovina provocata a seguito del suo incontro con la cameriera Nafissatou Diallo al Sofitel e la detenzione con l’accusa di stupro sono state orchestrate dai suoi avversari politici.
Anche se non crede che l’incidente sia stato una trappola, Dsk ritiene che l’escalation di eventi dal 14 maggio in poi che portarono all’indagine criminale e che hanno distrutto le sue possibilità di vincere le primarie socialiste per le presidenziali, “siano state preparate da quelli che avevano un’agenda politica” e che “molto di più è stato coinvolto che una semplice coincidenza”.
Strauss-Kahn, inoltre, sostiene di essere stato messo sotto sorveglianza dall’intelligence francese settimane prima del suo arresto per le accuse della Diallo. E lo stesso DSK accusa collaboratori vicini a Sarkozy di aver intercettato telefonate e di essersi assicurati che la cameriera si rivolgesse alla polizia di New York, facendo in modo così che scoppiasse lo scandalo.
 

 

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