lunedì 13 Aprile 2026

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Mussolini difese Sacco e Vanzetti

Pubblicamente e ufficialmente tra l’altro…

Il caso Sacco e Vanzetti mobilito’ negli anni Venti l’ opinione pubblica mondiale. Arrestati sotto l’ imputazione di omicidio per rapina i due anarchici vennero condannati a morte e giustiziati il 25 luglio 1927 nonostante l’ assoluta mancanza di prove. Per salvarli si impegnarono uomini celebri come Anatole France e Albert Einstein. Anche Benito Mussolini, si e’ sostenuto per lungo tempo, cerco’ ripetutamente di salvare i due operai emigrati negli Stati Uniti. Uno dei maggiori studiosi americani del Fascismo, Philip Cannistraro, ha scovato i documenti che confermano questa tesi. Cannistraro, professore emerito di studi italo americani al Queen’ s College della City University di New York pubblichera’ sull’ argomento un lungo saggio sul prossimo numero del “Journal of Modern History”, la prestigiosa rivista della University of Chicago. Titolo dell’ articolo: “Sacco e Vanzetti, Mussolini e gli anarchici”. Cannistraro ha trovato le nuove carte negli archivi del ministero degli Esteri italiano, piu’ in particolare in un fondo proveniente dall’ ambasciata italiana di Washington. Dai documenti emergerebbe che Mussolini riteneva il tribunale americano “pregiudizialmente” prevenuto nel giudicare Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Il primo passo condotto, in maniera riservata, dal Duce per chiedere una revisione risale al 1923 e l’ ultimo ai primi giorni di agosto del ‘ 27. Un mese prima dell’ esecuzione (25 luglio) il Duce scrisse una lettera al governatore del Massachusetts, Alvan Fuller, in cui chiedeva di salvare la vita dei due condannati, sottolineando che la loro morte rischiava di trasformarli in martiri della sinistra. E aggiungeva: “La clemenza dimostrera’ la differenza dei metodi bolscevichi da quelli degli americani”. Mussolini intrattenne una regolare corrispondenza sia con il console generale italiano a Boston, sia con l’ ambasciatore italiano a Washington, Giacomo De Martino. A quest’ ultimo, il 9 aprile 1927, Benito Mussolini scrisse un telegramma per sollecitare l’ intervento di Calvin Coolidge: “Faccia tutto il possibile per fare un passo presso il presidente degli Stati Uniti per conto di Sacco e Vanzetti”. “Le mie ricerche . ha spiegato Cannistraro . mostrano una forte simpatia personale di Mussolini verso gli anarchici, considerati da lui uomini di fegato. Tuttavia nella trattativa diplomatica a favore di Sacco e Vanzetti mantenne sempre un atteggiamento pragmatico e mai ideologico”. L’ interessamento di Mussolini al caso Sacco e Vanzetti, comunque, non e’ una novita’ . Piuttosto “e’ una conferma di quanto gia’ si sapeva”, commenta Piero Melograni. E nota anche la vicinanza del giovane Mussolini agli ambienti anarchici. Le lettere ritrovate sono documenti preziosi ma non sorprendono. “Mussolini . aggiunge Melograni . credo fosse seriamente convinto dell’ innocenza dei due anarchici. A questo si sommava la condizione dell’ italiano emigrato e maltrattato. Infine, a spingere il Duce a intervenire, c’ era sicuramente la crescente pressione dell’ opinione pubblica impegnata nel tentativo di salvare i due operai italiani”. 

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