La Rousseff tiene davvero a stento e non è detto che la differenza ufficiale ci sia stata davvero
Dilma Rousseff governerà il Brasile per altri quattro anni. Ha sconfitto il rivale Aecio Neves al ballottaggio con poco più del 51 per cento dei voti contro il 48,7 per cento, il margine più stretto della storia del Paese. Poco più di due milioni di voti su oltre 140 milioni. Il quadro elettorale conferma un Paese spaccato in due, con la Rousseff dominando nel Nordest povero del Brasile, dove più forte è l’effetto dei programmi sociali, mentre è in forte affanno nelle aree più ricche, soprattutto nello stato di San Paolo.Per tutta la campagna, Dilma ha promesso forti cambiamenti per venire incontro al malcontento scoppiato nella seconda metà del suo mandato, ma offrendo pochi dettagli. L’attesa più forte è per la politica economica, dopo una raffica di numeri deludenti, e per il nome che verrà scelto nel ministero. Al Congresso, nonostante la frammentazione tra decine di partiti, il governo dovrebbe mantenere una solida maggioranza. Alla fine del secondo mandato della Rousseff, nel 2018, il Pt (Partito dei lavoratori) avrà dunque governato il Brasile per sedici anni consecutivi, considerati i primi due mandati di Lula. Di riflesso è la quarta sconfitta consecutiva per il Psdb di Neves, lo storico avversario.
